La vendemmia in Veneto: un’annata di qualità in arrivo

Cosa riserva il 2024 per i vini del Veneto, tra anticipazioni e aspettative di eccellenza

Vendemmia

Manca ancora un mese all’inizio della vendemmia che entrerà nel vivo solo dai primi di settembre, partendo con il Prosecco nel trevigiano e i rinomati rossi del veronese. I primi grappoli verranno raccolti a partire dal 20 agosto, con il Pinot che anticipa di una settimana rispetto al 2023. A inaugurare la stagione sarà la provincia di Verona, dove la maturazione dei grappoli avviene tipicamente con 2-3 giorni di anticipo rispetto al resto del Veneto.

Queste sono le prime indicazioni fornite dalla Consulta Vitivinicola di Coldiretti Veneto, presieduta da Giorgio Polegato, che traccia le previsioni per il settore. Le condizioni climatiche hanno un ruolo cruciale sui tempi di maturazione e sulla qualità della produzione. “Dal punto di vista quantitativo, ci aspettiamo un’annata in linea con la media degli ultimi anni, segnando un netto recupero rispetto allo scorso anno colpito da peronospora, flavescenza e grandinate intense” osservano gli esperti regionali. Tali fenomeni nel 2024 hanno interessato solo marginalmente la regione, ad eccezione dei vigneti biologici in pianura che subiranno danni severi dalla peronospora, una malattia difficile da contenere nelle primavere umide e piovose come quella appena trascorsa.

“Sul fronte della qualità, le previsioni sono molto positive all’inizio della maturazione. Il Veneto – continuano gli esperti – si basa su tre produzioni principali: la Valpolicella, con i suoi grandi rossi attesi di ottima qualità grazie all’assenza di stress idrico e una stagione ideale per la maturazione”.

“Il Prosecco segue la stessa linea – spiegano gli esperti della Consulta Vitivinicola di Coldiretti Veneto – con una produzione regolare e una qualità prevista molto buona sia in pianura che nelle colline di Asolo, Conegliano e Valdobbiadene, dove gli effetti della flavescenza potrebbero ancora influire sulla piena produzione dei vigneti. Infine, il Pinot grigio avrà produzioni in recupero, contribuendo a fare delle tre denominazioni il 60% della viticoltura veneta”.

Il Veneto è saldo al primo posto tra le regioni italiane per produzione di vino, con 11 milioni di ettolitri su un totale nazionale di circa 56 milioni di ettolitri. La viticoltura e l’enologia rappresentano il 36% dell’export italiano, con un valore di 2,8 miliardi di euro. Il vigneto veneto oggi occupa circa 100mila ettari. Per mantenere questi primati, è fondamentale avere produzioni in linea con le richieste del mercato. Per questo motivo, i Consorzi di tutela e la Filiera produttiva hanno implementato una serie di misure come riduzioni di resa, stoccaggi e, per i prodotti più richiesti come il Prosecco, attingimenti e riserve vendemmiali. Questo sistema di gestione dell’offerta, basato su quantità e qualità della vendemmia, è fondamentale per mantenere l’attrattività dei nostri vini più importanti” affermano gli esperti. Attualmente, si prevede una vendemmia che conferma il ruolo del Veneto come regione leader, pronta a rinnovare il rito della raccolta a partire dalla terza decade di agosto, con un ritorno atteso di circa 15 milioni di quintali di uva di alta qualità.

 

Redazione

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