Bruce, dal The Factory al sogno: una grande sala concerti

Simone Turri, conosciuto come Bruce, è un batterista veronese che ha dedicato la sua vita alla musica, portando nel Veronese alcuni dei più grandi artisti italiani ed europei.

Da quando era diciassettenne, Simone Turri vive di musica. Oggi, a 35 anni, è noto non solo come batterista, ma anche come insegnante e promoter. Conosciuto come Bruce – nome di battaglia adottato durante gli anni in cui praticava Taekwondo – Simone ha creato una delle poche attività del genere in Italia. Ora, insieme alla moglie Carola Capocchia, è impegnato in un progetto ambizioso: la realizzazione di una sala per concerti di livello internazionale.

Prima di compiere 18 anni, Bruce era già in giro per l’Italia suonando la batteria in produzioni discografiche professionali. La sua carriera lo ha portato a collaborare con artisti di fama internazionale, come la ballerina e coreografa Chiara Frigo. Allo stesso tempo, ha iniziato a insegnare musica, formando allievi che oggi sono a loro volta insegnanti.

“A 23 anni ho pensato che era arrivato il momento di creare uno spazio per la musica che non c’era”, racconta. Ispirato dalle realtà musicali viste all’estero, Bruce ha dato vita al The Factory, un punto di riferimento per la musica a Verona e nel Veneto. Aperto a Castel d’Azzano nel 2013, The Factory ha riempito un vuoto lasciato dalla chiusura di importanti club come Interzona, Il Posto e Charlie Parker.

Nel 2020, The Factory si è trasferito a San Martino Buon Albergo. Questo passaggio ha segnato una nuova era per il club, che ospita mostre, progetti creativi, aule per la didattica e sale prove e di registrazione. Con una capienza di 500 posti, The Factory è diventato un luogo centrale per la musica live, attirando artisti di ogni genere. Dai Marlene Kunz ai Los Fastidios, The Factory ha visto passare artisti di fama internazionale, contribuendo a consolidare la scena musicale veronese.

L’apertura di The Factory non è stata priva di difficoltà. Subito dopo il concerto di inaugurazione con i Goblin, le restrizioni dovute al Covid hanno messo a dura prova Bruce e Carola. Durante la pandemia, hanno dovuto reinventarsi per sopravvivere, ma il loro impegno è stato premiato con la riapertura del club, uno dei primi in Italia a riprendere le attività dopo il lockdown.

Nonostante le difficoltà, Bruce e Carola non si fermano. Il loro nuovo sogno è quello di creare uno spazio ancora più grande, capace di ospitare fino a 3.000 persone. Tuttavia, riconoscono che questo obiettivo richiederà il supporto di sponsor e, forse, delle istituzioni pubbliche che finora non li hanno sostenuti.

The Factory è diventato non solo un teatro di concerti affollati, ma anche un luogo per la preparazione di tournée e incontri del mondo discografico. A ottobre, ospiterà un incontro delle più importanti etichette europee, consolidando il suo ruolo di hub musicale a livello internazionale.

Bruce, sempre impegnato in progetti musicali che lo portano in giro per il mondo, e Carola, che cura la parte gestionale del club, sono determinati a realizzare il loro nuovo progetto. Il sogno di una sala concerti di livello internazionale potrebbe diventare realtà, portando Verona al centro della scena musicale europea.

Redazione

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