Acqua dispersa nelle condotte: a Verona il 30%

Secondo la Cgia, la provincia fa meglio della media veneta dove il 42,2% della risorsa immessa in rete non arriva ai rubinetti

Verona affronta una sfida importante nella gestione delle sue risorse idriche. Secondo i dati elaborati dalla Cgia di Mestre, il 30,6% dell’acqua immessa nelle condotte della provincia viene dispersa. Ogni giorno, su 320 litri per abitante immessi nella rete idrica, 98 litri non arrivano ai rubinetti. Questa situazione, sebbene migliore rispetto alla media regionale del Veneto, dove la dispersione raggiunge il 42,2%, rappresenta comunque una perdita significativa di risorse preziose.

La dispersione idrica a livello locale riflette una tendenza nazionale, dove in media una grande quantità d’acqua non raggiunge gli utenti finali. In Veneto, circa 1,75 miliardi di litri d’acqua sono disponibili quotidianamente, ma 740 milioni di litri vengono dispersi. Tra i capoluoghi di provincia, Belluno registra la situazione più critica con il 64,2% di acqua dispersa, mentre Verona, con il 30,6%, si trova in una posizione relativamente migliore.

Le cause della dispersione sono molteplici. In generale, le perdite possono essere attribuite a rotture nelle condotte, all’età avanzata degli impianti, errori di misurazione dei contatori e usi non autorizzati come gli allacci abusivi. In alcune aree montane, la presenza di fontanili contribuisce a elevate perdite. Nonostante ciò, Verona ha un livello di dispersione simile a Padova (30,6%), mentre altre città come Vicenza (21%) e Treviso (18,4%) mostrano risultati migliori.

A livello regionale, il Veneto si colloca a metà della classifica nazionale per efficienza nella gestione idrica, superato da regioni come Lombardia, Valle d’Aosta e Emilia Romagna, che mostrano perdite inferiori. La crisi idrica ha un impatto significativo su vari settori, dall’agricoltura all’allevamento, fino al turismo e alle piccole imprese del manifatturiero.

Per affrontare questo problema, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) ha stanziato 4,3 miliardi di euro per nuove infrastrutture idriche, a cui si aggiunge un miliardo di euro dal Ministero delle Infrastrutture per ridurre le perdite nelle reti di distribuzione. È fondamentale che queste risorse siano utilizzate in modo efficace e tempestivo. In futuro, potrebbe essere necessario investire in tecnologie innovative come i dissalatori di acqua marina per far fronte alla crescente domanda di risorse idriche.

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