Incidente sulla Transpolesana: il racconto del primo soccorritore

Un doppio incidente sulla Transpolesana ha coinvolto diverse persone, tra cui un soccorritore che racconta la sua drammatica esperienza

ambulanza

“Mi sento un miracolato” sono le parole del volontario coinvolto nel drammatico doppio incidente sulla Transpolesana. Mercoledì scorso, poco dopo le 8:40, il soccorritore ha assistito al tamponamento di due auto e, intervenendo, è rimasto coinvolto in un successivo scontro.

Un intervento di soccorso che si trasforma

Il soccorritore, un volontario esperto, si trovava alla guida di un’automedica fuori servizio quando ha visto le due auto incidentate sulla carreggiata. Senza esitare, ha fermato il mezzo e ha verificato le condizioni dei conducenti: una donna alla guida di una Toyota Auris e un giovane alla guida di una Fiat Panda. Mentre la donna è rimasta nella sua auto, il giovane è salito sull’ambulanza giunta poco dopo, dove è stato medicato da un’infermiera.

L’impatto improvviso

Pochi secondi dopo, un SUV Audi nero con targa tedesca, guidato da un residente della zona, ha colpito in pieno l’ambulanza. Il soccorritore racconta di aver sentito un “gran botto” e di essersi ritrovato disteso a schiena in giù sul pavimento dell’ambulanza. Il mezzo si è girato di traverso sulla strada nell’impatto.

“In quell’istante mi sono solo chiesto se fossi vivo o morto,” ricorda il soccorritore. Nonostante le ferite, è riuscito ad alzarsi e a mettersi in sicurezza. Poco dopo, sono giunti sul posto i carabinieri, i vigili del fuoco e altri soccorritori.

Feriti in condizioni critiche

Il soccorritore, ferito alla testa e in altre parti del corpo, è stato sottoposto a intervento chirurgico ma non è in condizioni preoccupanti. Anche il giovane della Panda è stato ricoverato a Rovigo. Più gravi invece le condizioni dell’infermiera, ricoverata all’ospedale di Padova, e dell’autista dell’ambulanza, in terapia intensiva a Verona. La ragazza della Toyota e l’investitore hanno riportato ferite lievi.

Un destino segnato da pochi centimetri

Il soccorritore riflette sulla drammaticità dell’evento, sottolineando come una frazione di secondo o pochi centimetri possano fare la differenza tra la vita e la morte. “Mi ritengo un miracolato,” conclude, ringraziando i soccorritori e il personale ospedaliero per il loro straordinario lavoro.

Redazione

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