La multinazionale veronese Aptuit aveva presentato un ricorso urgente al Consiglio di Stato per riprendere le sperimentazioni sui beagle il 3 luglio, dopo che il Tribunale del Lazio aveva accolto le richieste della LAV e sospeso le autorizzazioni. Martedì sera, il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del TAR del Lazio, mantenendo in vigore la sospensione delle autorizzazioni e garantendo che i cani non siano sottoposti a iniezioni, prelievi e isolamento continuo.
Valeria Albanese, responsabile dell’Area ricerca senza animali della LAV, ha dichiarato: “Il massimo organo della Giustizia amministrativa non ha ritenuto rilevante la richiesta di Aptuit di interrompere urgentemente la sospensiva così da riprendere già il 3 luglio le sperimentazioni in corso sui cani”.
La normativa italiana trova concretizzazione con questa decisione, tenendo conto dell’interesse a tutelare il benessere degli animali. Il Consiglio di Stato ha fissato una nuova udienza per l’11 luglio, dove la LAV, attraverso i propri legali, difenderà il diritto dei cani ancora rinchiusi nei laboratori di Aptuit. L’obiettivo è confermare la sospensione delle autorizzazioni e rigettare definitivamente il tentativo della multinazionale di riprendere le sperimentazioni.
Inoltre, Valeria Albanese ha ricordato che è in corso un’indagine sull’ex presidente e veterinario dell’azienda per maltrattamento e uccisione non necessitata di cani beagle e primati non umani. La LAV si appella al Ministero della Salute e all’Azienda Sanitaria Locale Scaligera per verificare che i cani siano tenuti in condizioni che rispettino le loro necessità etologiche e non siano utilizzati in alcuna procedura fino all’udienza fissata per il 16 dicembre. L’associazione chiede anche di incentivare la liberazione dei cani coinvolti e la loro adozione in famiglia.
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