Doppia batosta per la Cooperativa San Francesco: Tar respinge ricorso, nuovo esposto dall’Osservatorio Migranti

Nuovi guai per la cooperativa San Francesco, responsabile della gestione di centri di accoglienza straordinaria (CAS) per migranti nel Veronese. Il Tar del Veneto ha rigettato il ricorso contro il commissariamento di quattro dei suoi centri, mentre l'Osservatorio Migranti di Verona ha avanzato una nuova denuncia, chiedendo il commissariamento di tutti i CAS gestiti dalla cooperativa

Il commissariamento dei CAS di Roverchiara e degli hotel Papillon di Nogara, Mileto di Spiazzi (Caprino Veronese) e Valpantena di Poiano (Verona) era già stato richiesto dall’Osservatorio Migranti, guidato da Daniele Todesco, a causa di “gravi inadempimenti” da parte della cooperativa San Francesco. Nonostante il ricorso al Tar, la decisione della prefettura di Verona è stata confermata, con i giudici che hanno stabilito che “non deriva alcun pregiudizio grave ed irreparabile per la cooperativa” dal provvedimento impugnato.

La sentenza del Tar ha quindi legittimato il commissariamento dei quattro CAS e potrebbe preludere a ulteriori interventi. L’Osservatorio Migranti ha segnalato nuove “inadempienze nella gestione dei CAS”, tra cui la mancanza di elettricità per tre settimane nei centri di Oppeano e Isola Rizza, che ha comportato anche l’assenza di acqua corrente in uno di essi a causa del mancato funzionamento della pompa del pozzo, dovuto alla morosità del gestore verso il fornitore.

Daniele Todesco ha espresso delusione per la situazione attuale: “Dopo il commissariamento ci si aspettava che la cooperativa migliorasse la gestione dei CAS rimasti, ma non è accaduto. Le condizioni igieniche restano problematiche e la presenza di operatori è pressoché nulla. I quattro ragazzi arrivati a gennaio dalla caserma Serena di Treviso sono ancora senza documenti e senza appuntamenti per la richiesta di protezione internazionale, in parte a causa dei ritardi della questura, ma soprattutto per la mancata presa in carico degli ospiti da parte degli operatori”.

L’assenza di operatori influisce anche sulla registrazione anagrafica degli ospiti, come evidenziato nel CAS di Gazzo Veronese, dove la documentazione è pronta ma non si è riusciti a ottenere l’iscrizione anagrafica. Inoltre, in due centri di Gazzo si è verificata un’invasione di blatte e scarafaggi a causa della scarsa manutenzione, richiedendo l’intervento degli uffici comunali e del sindaco.

Infine, continuano i problemi con l’erogazione del pocket money, sistematicamente dilazionata, e la mancata fornitura di vestiario e prodotti sanitari da parte della cooperativa San Francesco.

Redazione

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