La fine di una relazione sentimentale ha spinto un giovane di Verona a un gesto disperato: tentare il suicidio gettandosi nel fiume Adige. Il tempestivo intervento di due agenti della polizia, Jader e Francesca, ha evitato il peggio. La chiamata alla Questura segnalava la presenza di un ragazzo seduto sui portanti di ponte Catena, con le gambe penzoloni e una bottiglia di birra in mano. Il giovane, parlando da solo, manifestava la sua intenzione di porre fine alla sua vita.
Gli agenti sono arrivati sul posto e hanno iniziato un’osservazione cauta da lontano, avvicinandosi lentamente al giovane con la volante. Jader, capopattuglia, ha abbassato il finestrino e ha cercato di stabilire un contatto, chiedendo come stesse e invitandolo a raccontare ciò che stava succedendo. Nonostante il giovane dichiarasse di non sentirsi bene e rifiutasse l’invito a mettersi in sicurezza, il poliziotto ha perseverato.
Jader ha deciso di adottare un approccio più empatico, scendendo dall’auto e parlando al giovane della sua ex fidanzata. La conversazione ha permesso di conquistare la fiducia del ragazzo, che ha menzionato un poliziotto di nome Paolo, un nome che Jader ha finto di conoscere per guadagnare tempo e rassicurarlo ulteriormente.
Mentre Francesca continuava a distrarre il giovane, Jader ha chiesto supporto a un’altra volante, fornendo precise istruzioni su come avvicinarsi e afferrare il ragazzo in sicurezza.
Pochi minuti dopo, due poliziotti aggiuntivi sono arrivati sul luogo, parcheggiando l’auto prima del ponte e avvicinandosi con estrema cautela. Al segnale di Jader, sono intervenuti afferrando il giovane e mettendolo al sicuro. Il ragazzo, sorpreso, ha trovato conforto negli abbracci dei quattro poliziotti che lo hanno salvato, sentendosi dire “ti vogliamo bene”. Commosso, ha ringraziato i suoi salvatori in lacrime.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.