L’Università di Verona è tra gli istituti segnalati dall’Unione degli Universitari (Udu) per avere tasse universitarie che superano i limiti imposti dalla legge. Lo scorso martedì, 4 giugno, l’associazione studentesca ha presentato la ricerca “Università, quanto mi costi”, evidenziando come almeno 11 atenei stiano imponendo rette oltre il limite massimo consentito.
Il limite legale stabilito impone che le università possano chiedere al massimo il 20% di contribuzione studentesca rispetto al finanziamento ordinario statale. Questo è stato recentemente confermato dal Consiglio di Stato, che ha accolto un ricorso contro l’Università di Torino, condannata a rimborsare 39 milioni di euro. Simone Agutoli, membro dell’esecutivo nazionale dell’Udu, ha spiegato ad Askanews che, secondo una prima simulazione, sono 11 le università non conformi: Insubria, Politecnico di Milano, Venezia Ca’ Foscari, Milano Bicocca, Milano Statale, Verona, Bologna, Piemonte Orientale, Modena-Reggio Emilia, Padova e probabilmente Venezia Iuav. Questi atenei raccolgono illegalmente 68 milioni di euro. Una seconda simulazione aggiunge altri tre atenei alla lista (Udine, Pavia e Torino), portando il totale a 92 milioni di euro.
Secondo l’indagine dell’Udu, gli studenti delle università pubbliche pagano in media tra 900 e 1.000 euro all’anno, mentre nelle università private la cifra sale a 3.408 euro. Esistono significative differenze tra Nord e Sud Italia. “Le università del Nord Italia tendono a ottenere un gettito molto più elevato rispetto a quelle del Sud”, ha dichiarato Agutoli. “La tassa media per studente varia da 400-500 euro per atenei come Sassari, Foggia, Napoli Orientale e Calabria, fino a un massimo di 1.400-1.600 euro per Insubria, Politecnico di Milano e le università di Venezia. L’ateneo con il gettito più alto percepisce una tassa media che è tre volte e mezzo quella dell’ateneo con il gettito più basso”. Le entrate totali derivanti dalla contribuzione studentesca per le università pubbliche italiane ammontano a circa un miliardo e mezzo di euro. “Questo dato dimostra come le università dipendano in maniera preoccupante dalle tasse degli studenti per il proprio sostentamento finanziario”, ha aggiunto Agutoli. “È inaccettabile che il governo non intervenga per garantire una copertura finanziaria adeguata tramite fondi pubblici”.
La proposta dell’Udu è quella di un modello di contribuzione studentesca “più equo e accessibile“, ha concluso Agutoli. “Il nostro obiettivo finale è rendere l’istruzione universitaria completamente gratuita, finanziata dalla fiscalità generale con uno stanziamento aggiuntivo di 2,2 miliardi di euro. Solo così potremo eliminare qualsiasi barriera all’accesso e promuovere un’istruzione diffusa e democratica. Attualmente, se non sei esonerato per motivi di reddito o merito, subisci una tassazione universitaria molto pesante, mentre i master sono quasi sempre inaccessibili. Chiediamo alla ministra Bernini di garantire adeguati finanziamenti e impedire gli aumenti delle tasse universitarie che stiamo osservando in alcuni atenei”.
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