Tentò di salvare due giovani dal Camuzzoni: pestato e torturato da connazionali

Un giovane di 26 anni è stato brutalmente aggredito e torturato da alcuni connazionali dopo aver tentato di salvare due persone nel canale Camuzzoni. Sei gli indagati, uno è ancora ricercato.

Polizia

Un giovane di 26 anni di origine marocchina è stato vittima di un’aggressione brutale da parte di sei connazionali, in un episodio che ha scioccato la comunità veronese. Solo dieci giorni prima, il giovane era stato coinvolto in un tentativo di salvataggio nel canale Camuzzoni, dove aveva cercato di aiutare un ragazzo somalo e uno originario del Benin. Il ragazzo somalo è tuttora disperso, mentre il giovane del Benin è stato recuperato senza vita.

Le autorità veronesi hanno avviato l’operazione di arresto dopo un’indagine approfondita, che ha coinvolto diverse unità della polizia, tra cui la squadra mobile scaligera e il reparto cinofili di Padova.

I dettagli dell’aggressione

L’aggressione ha avuto luogo dieci giorni dopo il tentativo di salvataggio. La vittima è stata sorpresa di notte, nel sonno, da sei connazionali nell’edificio abbandonato dove dormiva nella zona dello scalo ferroviario. Immobilizzato con mani e piedi legati, è stato brutalmente picchiato con bastoni e bottiglie, riportando ferite gravi e permanenti al viso. Prima di riuscire a fuggire, il giovane è stato derubato del suo smartphone e di 400 euro.

In quel momento, un amico della vittima che stava tornando allo stesso rifugio di fortuna è stato intercettato dallo stesso gruppo. Riconosciuto come un conoscente della vittima, anche lui è stato aggredito e derubato del cellulare e del denaro che aveva con sé.

Le indagini e gli arresti

L’operazione di polizia ha portato all’arresto di cinque uomini, mentre un sesto è ancora ricercato. Durante le perquisizioni, sono state sequestrate ingenti somme di denaro contante. Gli arrestati sono tutti di nazionalità marocchina, con precedenti penali, senza fissa dimora e irregolari sul territorio nazionale.

Collaborazione tra le forze dell’ordine

L’indagine, avviata dalla squadra mobile scaligera, ha visto la collaborazione del personale della sezione di polizia giudiziaria del Compartimento Polizia Ferroviaria per Verona e il Trentino Alto Adige. Hanno partecipato anche le Volanti della Questura e gli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine di Padova, oltre al personale del locale Gabinetto di Polizia Scientifica.

Conclusioni

Questo episodio di violenza sottolinea l’importanza della collaborazione tra le diverse unità della polizia per garantire la sicurezza e la giustizia. La comunità veronese è scossa da questa aggressione brutale, ma la rapida azione delle forze dell’ordine dimostra l’efficacia delle indagini congiunte.

Redazione

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