Sciopero nella ristorazione collettiva: alta adesione nel Veronese

Sindacati in piazza contro le associazioni datoriali: proteste a Verona per il rinnovo del contratto nazionale

Questa mattina, 4 giugno, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs di Verona hanno organizzato un presidio davanti alla sede di Euroristorazione, in Strada dell’Alpo a Verona, in adesione allo sciopero nazionale dei lavoratori e delle lavoratrici della ristorazione collettiva. L’adesione è stata significativa, dimostrando l’ampio sostegno alla causa.

La causa della mobilitazione è l’atteggiamento ostativo delle associazioni datoriali Anir e Angem, accusate di aver chiuso il tavolo di trattativa per il rinnovo del contratto nazionale collettivo di lavoro. I rappresentanti dei lavoratori hanno denunciato che le associazioni hanno intimato alle imprese loro associate di astenersi da ogni dialogo con la controparte sindacale.

Le dichiarazioni dei sindacati sono state chiare: «A più di tre anni dalla scadenza del contratto, le imprese della ristorazione collettiva associate ad Anir e Angem minacciano chi vuole arrivare a un rinnovo in grado di garantire condizioni salariali dignitose», hanno affermato Graziella Belligoli di Filcams, Giosuè Rossi di Fisascat e Gabriele Bozzini di Uiltucs. Il percorso di trattativa, avviato da tempo sui temi della sfera normativa, della classificazione del personale e degli incrementi salariali, rischia di subire ulteriori rallentamenti a causa della posizione delle imprese del settore.

Nel Veronese, il settore della ristorazione impiega un migliaio di lavoratrici e lavoratori solo nelle due più grandi aziende del settore: Serenissima Ristorazione ed Euroristorazione. Queste aziende detengono appalti importanti sia in ambito pubblico che privato, occupandosi della ristorazione scolastica, ospedaliera e dei centri servizi.

Le azioni future dei sindacati saranno orientate non solo alla mobilitazione, ma anche alla sensibilizzazione dei committenti, pubblici e privati. «Proseguiremo le iniziative di mobilitazione insieme a quelle per la sensibilizzazione dei committenti, pubblici e privati», hanno concluso Bozzini, Rossi e Belligoli. Il comportamento delle associazioni datoriali è stato definito inaccettabile e rappresenta, secondo i sindacati, un’ennesima umiliazione inflitta ai lavoratori del settore.

Redazione

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