La questione della Sugar Tax sta provocando non poche preoccupazioni in Italia, con particolare attenzione alla provincia di Verona, un nodo cruciale per il settore delle bevande. A Verona, infatti, si trova il più grande stabilimento della Coca Cola in Italia e in Europa, situato a Nogara, dove sono impiegati direttamente circa 500 lavoratori e indirettamente un migliaio, dall’agricoltura al consumo finale.
La Sugar Tax, una minaccia per l’industria locale
La tassa, in discussione per un possibile rinvio al 2025, si applicherebbe a un ampio spettro di prodotti, non solo alle bevande zuccherate ma a tutte le analcoliche, inclusi quelli senza zucchero come alcuni tipi di tè. Questa misura potrebbe entrare in vigore già da luglio, nel pieno della stagione estiva, periodo cruciale per il consumo di bevande fresche, aggravando la situazione per le aziende del settore già provate da una flessione delle vendite del 5% rispetto al 2022.
La presenza di grandi nomi come Coca Cola Hbc e Zuegg, oltre a numerose imprese agricole, rende la regione particolarmente sensibile alle fluttuazioni del mercato delle bevande. La tassa rischia di impattare pesantemente sui prezzi al consumo, con possibili ricadute negative sulla domanda in una zona ad alta vocazione turistica.
Costi burocratici e perdita di posti di lavoro: le preoccupazioni delle PMI
Il presidente di Assobibe, l’associazione italiana delle industrie delle bevande analcoliche, Giangiacomo Pierini, ha evidenziato come la tassa comporterebbe non solo un aumento dei prezzi ma anche costi aggiuntivi legati alla gestione burocratica necessaria per adempiere ai nuovi obblighi fiscali. Questo potrebbe tradursi in una perdita significativa di posti di lavoro, stimati in circa 5mila in pochi mesi, un duro colpo per l’economia locale e per il settore delle bevande.
Una situazione ancora in bilico
Nonostante la proposta di rinvio, l’incertezza continua a gravare sulle imprese e sui lavoratori del settore, che attendono decisioni concrete per poter pianificare il futuro con maggiore sicurezza. Le prossime settimane saranno decisive per capire la direzione che prenderà questa misura fiscale e il suo impatto reale sul tessuto economico e sociale di Verona.
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