Gli amanti della storia e dell’arte dovranno attendere un anno in più per poter visitare i rinomati Scavi Scaligeri a Verona. Prevista originariamente per il 2024, la riapertura è stata posticipata al 2025. Il progetto di restauro, che sta affrontando un aumento significativo dei costi, ha subito questo slittamento dopo un recente sopralluogo della commissione Quarta del Comune di Verona al cantiere.
Dal 1996, il sito ha ospitato il Centro Internazionale di Fotografia, diventando un punto di riferimento culturale importante. Tuttavia, il Centro ha chiuso i battenti nel 2015 a seguito dei lavori nel Palazzo del Capitanio, le cui dinamiche di vendita e successiva gestione hanno impedito l’accesso agli scavi. L’obiettivo è quello di inaugurare il nuovo centro nella seconda metà del 2025, con lavori che attualmente raggiungono quasi un milione e mezzo di euro.
Il focus principale del restauro è migliorare l’impiantistica degli scavi e creare un nuovo accesso da Cortile Mercato Vecchio, il quale faciliterà l’interazione con la vicina Galleria d’Arte Moderna. Questo nuovo ingresso è pensato per rafforzare la connessione del sito con il contesto artistico e culturale della città .
Nonostante il progresso, restano delle sfide significative, come il finanziamento del restauro archeologico, ancora in attesa di risorse adeguate. In particolare, sono necessari interventi per la sostituzione degli oblò, una caratteristica progettata da Libero Cecchini negli anni ’70 ora in cattive condizioni.
Pietro Trincanato, consigliere comunale e presidente della commissione Quarta, ha sottolineato l’importanza di queste operazioni: “È fondamentale trovare le risorse per questi interventi, indispensabili per restituire a Verona un luogo unico”. La sua preoccupazione riflette un desiderio comune di preservare e valorizzare il patrimonio storico e culturale di Verona, nonostante le difficoltà finanziarie attuali.
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