Nel pomeriggio di domenica, una tranquilla escursione sul monte Plische, situato nel suggestivo gruppo del Carega, si è trasformata in una situazione di emergenza quando una donna di 43 anni, originaria di Verona, è precipitata per circa 200 metri lungo un canalone innevato. La 43enne si trovava a un’altitudine di circa 1950 metri, su un terreno reso insidioso dalla presenza di erba mista a neve, quando ha perso il controllo e ha iniziato la sua involontaria discesa.
Il tempestivo intervento del Soccorso Alpino ha scongiurato un esito tragico per l’incidente. Erano le 15:15 quando il 112 ha ricevuto l’allarme dai compagni di escursione della donna, che, non vedendola più sul sentiero, sentivano solo le sue grida di aiuto. Immediatamente, il Soccorso Alpino di Ala ha mobilitato l’elicottero per raggiungere la zona dell’incidente. Grazie all’efficace coordinamento e alla rapida azione, l’equipaggio dell’elicottero ha individuato l’escursionista circa 200 metri a valle del percorso originale.
Un tecnico di elisoccorso è stato verricellato nella zona, seguito da una equipe sanitaria, che ha prestato le prime cure all’escursionista. Le ferite riportate, prevalentemente agli arti superiori, non hanno impedito un efficace salvataggio e il successivo trasporto dell’escursionista all’ospedale di Rovereto, dove ha ricevuto le necessarie cure mediche.
L’incidente mette in luce non solo i pericoli che possono nascondersi anche in una passeggiata in montagna, ma anche l’importanza della prontezza e dell’efficienza dei servizi di soccorso in zone impervie come quelle montane. La collaborazione tra i compagni di escursione e il Soccorso Alpino ha giocato un ruolo cruciale nell’evitare conseguenze più gravi.
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