Un episodio sconvolgente ha colpito la comunità di Verona, dove un ragazzo di soli tredici anni è stato vittima di una rapina e minacce di morte per mano di una baby gang. L’aggressione si è verificata mercoledì scorso nel sottopasso di Porta Vescovo, un luogo noto per essere un punto di transito per molti giovani del quartiere.
Il giovane, in compagnia di due amici, è stato avvicinato da tre adolescenti che lo hanno perquisito, rubandogli una sigaretta elettronica e le scarpe Nike. In una minaccia agghiacciante, gli aggressori hanno detto: “Se parli ti ammazziamo e lunedì torni qui con 150 euro”. Terrorizzato, il ragazzo ha fornito alla polizia descrizioni inesatte dei suoi aggressori, per paura di ritorsioni.
Le indagini condotte dalla Polizia locale, grazie alle telecamere di sicurezza di ultima generazione in piazzetta Santa Toscana, hanno permesso di identificare rapidamente i responsabili. Questi, due originari di Verona e uno di origine cingalese ma italiano di seconda generazione, sono stati trovati in possesso di tre pistole, munizioni, droga e le scarpe rubate, dimostrando la gravità delle loro azioni.
La situazione è stata ulteriormente complicata dal fatto che gli aggressori sono stati rilasciati e sono ancora liberi nel quartiere, generando un ambiente di paura e insicurezza tra i residenti e soprattutto nel giovane rapinato, che è stato costretto a mancare a scuola a causa della paura.
La reazione dei familiari degli aggressori, sorpresi durante le perquisizioni, solleva questioni sull’efficacia del controllo familiare e sulla consapevolezza delle attività criminali giovanili. Il padre della vittima si esprime con frustrazione: “Come è possibile che non si facciano domande quando un figlio torna a casa con oggetti non suoi e armi in casa?”
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