Interruzione dei piani per un Pronto Soccorso privato a Legnago: i dettagli

L'assessore regionale del Veneto, Manuela Lanzarin, sottolinea l'impossibilità di avviare la struttura per mancanza di requisiti

Con una dichiarazione rilasciata all’agenzia Ansa, Manuela Lanzarin, assessore alla Sanità della Regione Veneto, ha chiarito la situazione riguardante l’ipotesi di aprire un centro di assistenza sanitaria privato a Legnago, descritto come il primo esempio di “Pronto Soccorso privato” nella zona. L’idea, sebbene fosse stata solamente proposta, sembra essere stata già esclusa a causa della mancanza dei necessari requisiti.

L’assessore Lanzarin ha espresso preoccupazione riguardo alla capacità strutturale e alla mancanza di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale del suddetto centro, sottolineando l’importanza della trasparenza verso le autorità e la cittadinanza per la protezione della salute pubblica. Nonostante le anticipazioni, rivelatesi attraverso report giornalistici, che il centro avrebbe gestito casi di minore urgenza, le formalità richieste non sarebbero state soddisfatte, compresa la convenzione con il sistema sanitario nazionale. La Ulss 9 Scaligera ha già agito, informando i Nas dei carabinieri sulla situazione.

La vicenda ha innescato anche reazioni politiche, con Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Pd in Veneto, che ha richiesto chiarimenti sulla legalità di tale iniziativa a Legnago, interrogazione supportata da Andrea Zanoni e Francesca Zottis. La risposta dell’assessore Lanzarin ha confermato l’assenza di autorizzazioni per l’attività in questione. Il partito, inoltre, ha sollecitato maggiori investimenti nella forza lavoro del pronto soccorso pubblico di Legnago.

La questione ha riscosso interesse anche a livello nazionale, con l’intervento della deputata Luana Zanella, leader di Alleanza Verdi Sinistra, che ha sollecitato un’immediata presa di posizione da parte del ministro della Salute Schillaci contro l’apertura di strutture private per emergenze di lieve entità.

Il sindacato UGL Salute Veneto, rappresentato dal segretario regionale Stefano Tabarelli, ha espresso preoccupazione per la tendenza verso un modello di assistenza sanitaria a pagamento, sottolineando l’importanza di garantire l’accessibilità alle cure per tutti i cittadini. L’appello congiunto al governo da parte di Gianluca Giuliano e Stefano Tabarelli mira a sostenere un sistema sanitario equo e di qualità, lontano dall’idea che la salute possa diventare un privilegio.

Redazione

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