Fine di un’epoca: Al Duca d’Aosta chiude le porte dopo 56 anni

Un addio al simbolo della moda veronese degli anni '80, mentre si apre una nuova era sotto un brand spagnolo

Dopo cinquantasei anni di attività ininterrotta, Al Duca d’Aosta, punto di riferimento per la moda dei “butei” glam della Verona bene, annuncia la sua chiusura a giugno. Situato nel cuore pulsante di via Mazzini, il negozio ha segnato un’epoca definendo lo stile e le tendenze di diverse generazioni di veronesi. Fondata nel 1968 dalla famiglia veneziana Ceccato, l’icona dell’abbigliamento veronese ha deciso di voltare pagina, accogliendo l’offerta di acquisizione da parte di un prestigioso brand spagnolo, noto a livello internazionale nel settore dell’abbigliamento.

Questa mossa, sebbene segni l’inizio di un nuovo capitolo per il marchio, ha sollevato preoccupazioni tra i dipendenti, i quali ora si trovano a dover cercare nuove opportunità di lavoro. La notizia ha scosso la comunità locale, legata al “Duca” non solo per motivi di moda, ma anche per il suo impegno sociale e comunitario.

In particolare, Al Duca d’Aosta ha fatto parlare di sé nel 2016 con l’introduzione dei prodotti “eVe”, un’iniziativa volta a sostenere le donne vittime di violenza. L’intero incasso derivante dalla vendita di questi prodotti nei negozi di Verona è stato devoluto al Centro Petra, un’organizzazione dedicata alla protezione e al supporto delle donne maltrattate. Con il motto “Words are not enough” (“Le parole non sono abbastanza”), l’iniziativa ha evidenziato l’importanza dell’azione concreta oltre le parole, contribuendo significativamente al benessere di circa 1.400 donne attraverso percorsi di riabilitazione e assistenza.

Dal 2004 al 2016, il Centro Petra ha ricevuto oltre 2.972 richieste di aiuto, testimoniando l’urgente necessità di sostegno e protezione per le vittime di violenza. L’impegno di Al Duca d’Aosta nel sostenere cause sociali come questa ha lasciato un segno indelebile nella comunità, rendendo la sua chiusura non solo la fine di un’era commerciale, ma anche di un importante capitolo di impegno civico e sociale.

Redazione

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