La rivoluzione digitale, cuore del B7 e G7 di Verona

Marcegaglia enfatizza l'importanza delle competenze digitali nell'era dell'investimento massiccio

Il vertice del B7 a Verona, previsto per il 13 marzo, seguito dalla Ministeriale “Industria, Tecnologia e Digitale” del G7 il 14 e 15 marzo, mette in evidenza l’imponente ondata di investimenti digitali che si prevede raggiungerà quasi 3,5 trilioni di dollari entro il 2026. Con una manifattura globale che ha superato i 16 trilioni di dollari nel 2022, l’accento è sulla digitalizzazione come pilastro fondamentale per la crescita industriale, sia nel settore pubblico che in quello privato.

Emma Marcegaglia, presidente del B7, sottolinea l’urgenza di “promuovere le competenze digitali oltre i confini delle imprese”, estendendole alle pubbliche amministrazioni per incrementare l’efficienza dei servizi e la sicurezza dei dati. Inoltre, Marcegaglia evidenzia l’impegno del G7 nello sviluppare codici etici per l’Intelligenza Artificiale (AI), puntando a massimizzare i suoi benefici e rafforzare la competitività industriale.

Fabio Pompei, CEO di Deloitte Central Mediterranean, riconosce le “sfide legate alla digitalizzazione” come fulcro dell’attuale rivoluzione tecnologica e infrastrutturale. Pompei ribadisce l’importanza della collaborazione tra imprese e istituzioni nel navigare il radicale cambiamento portato dall’AI e dalla trasformazione digitale, sottolineando il ruolo cruciale che l’Italia giocherà grazie alle risorse del Next Generation EU.

I numeri dietro la trasformazione

Il settore manifatturiero globale, con un valore di 16,2 trilioni di dollari nel 2022 e una crescita prevista del 3,6% fino al 2028, dimostra la vitalità dell’industria per l’economia dei G7, in particolare per Germania, Giappone e Italia. L’esportazione manifatturiera di questi paesi nel 2022 riflette la loro potenza industriale, con la Germania in testa con 1.632 miliardi di dollari.

L’investimento previsto di 3,4 trilioni di dollari nella digitalizzazione entro il 2026, con un CAGR del 16,3%, pone l’innovazione digitale al centro dello sviluppo industriale. La concezione della Smart Factory e l’integrazione delle tecnologie digitali nel manifatturiero rappresentano l’evoluzione dell’Industry 4.0, con un mercato previsto di 165 miliardi di dollari entro il 2026.

L’intelligenza artificiale, con un mercato globale stimato in 946 miliardi di dollari entro il 2030, promette di essere un motore di crescita senza precedenti, con un impatto significativo su diverse regioni del mondo, tra cui Europa, USA, Cina e India.

Redazione

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