Il Veneto si avventura oltre i 1600 metri con l’approvazione di un nuovo concetto di turismo definito “emozionale”. Questa strategia si focalizza sull’immersione totale nel paesaggio, attraverso l’installazione di stanze panoramiche, vere e proprie suite di lusso integrate nella natura, per un’esperienza senza precedenti. Questa mossa è vista come un tentativo di rivitalizzare l’economia montana, attraendo turisti con l’offerta di un “effetto wow”.
La Regione Veneto ha preso una decisione audace, superando gli ostacoli politici per derogare le norme urbanistiche esistenti. Questo ha permesso la costruzione di nuove strutture ecocompatibili, incluso il progetto delle stanze panoramiche, sopra i 1600 metri di altitudine. L’obiettivo è arricchire l’offerta turistica della montagna veneta, seguendo esempi di successo come ponti tibetani e case sugli alberi.
Tuttavia, la reazione locale varia. Meno di una decina di Comuni nel Veronese sono potenzialmente interessati a questa iniziativa, tra cui Ferrara di Monte Baldo, Malcesine, e San Zeno di Montagna. Nonostante l’opportunità, molti sindaci esprimono perplessità e dubbi, principalmente riguardo l’impatto ambientale e la sostenibilità di tali strutture.
Claudio Melotti, sindaco di Bosco Chiesanuova, sottolinea le potenziali problematiche ambientali, preferendo l’integrazione delle stanze panoramiche con strutture esistenti come rifugi o malghe. Carla Giacomazzi, sindaca di Ferrara di Monte Baldo, invoca cautela, suggerendo che servizi territoriali efficaci potrebbero essere una soluzione migliore per mantenere viva la montagna. Al contrario, Maurizio Castellani di San Zeno di Montagna vede le stanze panoramiche come un incentivo a curare e valorizzare le cime, evidenziando la necessità di evitare l’immobilismo e gli errori del passato.
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