Damiano Tommasi, promuove una rivoluzione della mobilità urbana

Limitando la velocità a 30 km/h, per una città più sicura e vivibile.

Zona 30

Durante una conferenza tenutasi a Bologna, Damiano Tommasi, il sindaco di Verona, ha espresso con convinzione la necessità di una nuova visione per la mobilità urbana, sostenendo l’idea di limitare severamente la velocità delle auto nei centri cittadini a favore di un ambiente più vivibile e sicuro.

Sottolineando l’importanza di promuovere gli spazi pubblici per la socializzazione e il gioco, Tommasi ha proposto un approccio radicale che va ben oltre la semplice riduzione della velocità a 30 km/h, immaginando città dove le automobili sono sostanzialmente escluse dai centri abitati.

In occasione del simposio, organizzato dal suo omologo di Bologna, Matteo Lepore, Tommasi ha rimarcato senza alcuna ironia la possibilità di ridurre ulteriormente i limiti di velocità fino a punti quasi fermi, con l’obiettivo di trasformare le strade in aree ludiche e di incontro. Questa visione, come riportato dall’Agenzia Dire, riflette un desiderio di riportare la vita comunitaria e le attività ricreative, come il calcio, al centro dell’esperienza urbana, ispirando così una partecipazione più attiva nella vita cittadina e magari nel successo sportivo nazionale.

Durante l’evento, a cui hanno partecipato diversi sindaci sia in presenza che virtualmente, Tommasi ha enfatizzato che la decisione di moderare la velocità nelle aree urbane non dovrebbe essere oggetto di dibattito ma piuttosto una misura da attuare immediatamente. Citando i risultati positivi ottenuti a Bologna, dove la riduzione dei limiti di velocità ha portato a un calo significativo degli incidenti stradali e a un incremento dell’uso delle biciclette, il sindaco di Verona ha evidenziato i benefici tangibili di tale politica. In particolare, Lepore ha condiviso dati incoraggianti riguardo alla diminuzione degli incidenti, specie quelli pedonali, e all’aumento della mobilità ciclistica.

Tommasi ha riconosciuto l’interesse crescente verso l’adozione del “modello Bologna” nella sua città, rivelando tuttavia una preferenza nell’impiegare i finanziamenti ministeriali per migliorare gli arredi urbani piuttosto che imporre restrizioni attraverso segnaletica stradale o sanzioni. L’obiettivo principale rimane quello di riconquistare gli spazi urbani per la comunità, favorendo la mobilità sostenibile e limitando l’accesso delle auto ai centri cittadini, un cambiamento che, secondo il sindaco, si tradurrà in una maggiore sicurezza e vivibilità per tutti.

Redazione

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