Dal 7 marzo, riprendono i lavori su Ponte Nuovo

Il ritorno in azione per il restauro dello storico ponte di Verona

Ponte Nuovo Verona

La ripresa dei lavori al Ponte Nuovo di Verona è stata ufficialmente fissata: il 7 marzo segnerà il ritorno in azione del team incaricato del rafforzamento strutturale del ponte, interruzione causata dai danni subiti a seguito della piena dell’Adige il 31 ottobre scorso.

Danni e ritardi hanno caratterizzato questo periodo, accentuati dalla caduta di impalcature a causa dei detriti portati dall’alluvione. Curiosamente, il cantiere sul lato della città storica è stato recentemente impreziosito da cinque cartelloni che raffigurano “L’urlo” di Munch, con lo sfondo della chiesa di San Tomaso, un chiaro riferimento ai ritardi accumulati. Nonostante ciò, l’amministrazione comunale ha annunciato l’intenzione di rendere nuovamente accessibile il ponte al traffico veicolare da via Nizza verso San Tomaso all’inizio di luglio.

Per il momento, non ci sono ancora dettagli su quando il Ponte Nuovo sarà completamente accessibile in entrambe le direzioni. Attualmente, resta chiuso ai veicoli, che prima dell’alluvione potevano attraversarlo in un’unica direzione, uscendo dalla città storica, mentre i pedoni avevano libero accesso.

Negli ultimi mesi, sono stati effettuati importanti lavori tecnici lungo l’Adige, vicino al ponte, con la collaborazione dei vigili del fuoco specializzati in operazioni fluviali, per rimuovere un grosso tronco bloccato sotto una delle estremità del ponte, vicino alla chiesa di San Tomaso. Questi interventi hanno permesso l‘installazione di un nuovo ponteggio, progettato come un ponte levatoio che può essere sollevato in situazioni di emergenza, per evitare danni futuri simili a quelli subiti durante l’alluvione dell’anno scorso. L’amministrazione ha inoltre presentato una richiesta di risarcimento danni alla regione, un passo necessario dopo che il presidente della Regione, in risposta agli eventi atmosferici di ottobre, ha dichiarato lo stato di calamità naturale.

La decisione di riprendere i lavori il 7 marzo arriva dopo un lungo periodo di fermo, che ha generato malcontento sia nel campo politico che tra i commercianti del centro storico, preoccupati per l’impatto negativo sulla economia locale. Dall’amministrazione di Palazzo Barbieri si sottolinea che i ritardi sono stati causati esclusivamente dalla necessità di adeguare le strutture di sostegno alle richieste del Genio Civile, che ha comportato l’ottenimento di nuove autorizzazioni e l’incremento dei costi, portando a ulteriori slittamenti nel calendario dei lavori.

Redazione

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