Agsm-Aim esplora l’effetto ambientale del suo progetto a Ca’ del Bue

Il PD che chiede indagini approfondite sulla salute pubblica

Ca' del Bue

L’inaugurazione prevista di un centro avanzato per il trattamento e l’eliminazione dei residui di depurazione a Ca’ del Bue ha sollevato richieste di indagini approfondite sull’impatto ambientale e sanitario da parte del PD.

La società Agsm-Aim, sotto la guida del presidente Federico Testa, mostra apertura verso l’analisi delle possibili ripercussioni ambientali che la nuova struttura, dedicata alla gestione dei residui di depurazione, potrebbe avere sulle aree limitrofe. Tale sensibilità risponde alle sollecitazioni del Partito Democratico di Verona, che invita a non trascurare le esigenze e le preoccupazioni delle comunità vicine, in particolare quelle di San Giovanni Lupatoto.

Nell’autunno dell’anno precedente, Agsm-Aim ha proposto alla Regione Veneto l’approvazione di un’iniziativa per il trattamento dei residui di depurazione, un’iniziativa che mira alla sua realizzazione presso lo stabilimento di Ca’ del Bue. Questo progetto ha suscitato preoccupazione per il potenziale aumento dell’inquinamento.

La comunità di San Giovanni Lupatoto si è espressa con particolare preoccupazione, cercando di impedire l’avanzamento del progetto a livello regionale. Altre municipalità, tra cui San Martino Buon Albergo e Zevio, hanno adottato un approccio più cauto, mentre a Verona la voce della Sinistra Italiana si è levata in opposizione alla nuova struttura. Di fronte a queste reazioni, Federico Testa si è mostrato disponibile a condurre un’analisi dettagliata sull’impatto ambientale che la struttura potrebbe generare nelle zone adiacenti, un’indagine che anche il PD locale auspica venga realizzata.

Per affrontare la questione, il PD ha istituito un gruppo di lavoro e ha programmato un incontro della direzione provinciale per il 20 febbraio, allo scopo di definire una linea ufficiale. Nel frattempo, il partito sollecita Agsm-Aim a implementare una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS), da affidare a un ente di comprovata competenza, che si aggiunga all’approvazione del progetto da parte dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Questa mossa, secondo il segretario provinciale Franco Bonfante e i segretari dei circoli locali di San Giovanni Lupatoto, Zevio, San Martino Buon Albergo e Verona, Enrico Righetto, Diego Briani ed Alessia Rotta, porrebbe in primo piano le reali preoccupazioni riguardanti l’impatto delle attività industriali sulla salute pubblica, scaturite dall’aggiornamento dell’impianto.

Redazione

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