La Valpolicella si distingue nel panorama vitivinicolo per il suo impegno verso pratiche eco-compatibili, con una quota significativa dei suoi vigneti, esattamente il 40%, adottando metodi di agricoltura sostenibile. La regione ha visto una notevole espansione delle aree che aderiscono allo Sqnpi (Sistema di qualità nazionale di produzione integrata), con un incremento impressionante del 781% nell’ultimo decennio per quanto riguarda i vigneti biologici. Questo salto qualitativo ha portato il 2023 a registrare un 39% della superficie viticola di Valpolicella certificata come green, segnando un aumento del 20% rispetto all’anno precedente.
Christian Marchesini, alla guida del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, ha sottolineato l’importanza di questi risultati, attribuendoli all’attenzione costante verso la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio locale. I dati, forniti dall’Agenzia regionale Avepa e comunicati il 4 febbraio durante l’evento Amarone Opera Prima, evidenziano che i vigneti sostenibili e biologici coprono ora più di 3.320 ettari, rappresentando un incremento del 16% in soli dodici mesi.
Il trend positivo si estende anche al settore del biologico, che ha visto una crescita del 9% tra il 2022 e il 2023, portando la superficie totale a 1.321 ettari. Questo progresso è parte di un aumento decennale del 781%, a partire da soli 150 ettari nel 2012. La Valpolicella si conferma un territorio vitivinicolo di rilievo, con oltre 2.400 operatori attivi tra coltivatori, produttori e imbottigliatori, e si vanta di possedere il più vasto vigneto urbano d’Italia, che si estende per 8.600 ettari nei 19 comuni della provincia di Verona.
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