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Il problema dei suicidi a Montorio: richiesta di cambiamenti da parte della Polizia Penitenziaria

L'Osapp e l'Associazione Sbarre di Zucchero chiedono un cambiamento radicale per affrontare alla radice la crisi carceraria

Il problema dei suicidi tra i detenuti nelle carceri italiane sta diventando sempre più allarmante, e l’associazione Sbarre di Zucchero, insieme all’Organizzazione Sindacale Autonoma della Polizia Penitenziaria (Osapp), stanno chiedendo un urgente intervento da parte della politica per affrontare questa emergenza. Nei primi mesi del 2024, l’Italia ha visto un tasso di suicidi in carcere di circa uno ogni 48 ore, una statistica sconcertante che non può essere ignorata.

A Verona, in particolare, la situazione è stata drammatica, con quattro reclusi che si sono suicidati nei due mesi precedenti e altri due che hanno tentato di farlo. Questi eventi mettono in evidenza la necessità di affrontare con urgenza la crisi che affligge il sistema penitenziario italiano.

Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha fornito alcune cifre incoraggianti, sottolineando che nel corso del 2023 il numero dei suicidi è diminuito. Tuttavia, le sue dichiarazioni che definiscono la questione come “irrisolvibile” hanno sollevato un’ondata di critiche da parte di Aldo Di Giacomo, vicesegretario nazionale dell’Osapp. Di Giacomo sostiene che queste parole dimostrano l’incapacità del governo di affrontare l’emergenza e i numerosi altri problemi che affliggono il sistema penitenziario italiano.

Oltre al problema dei suicidi, c’è anche quello della violenza nelle carceri. Nel corso del 2023, sono state riportate oltre 1.800 aggressioni da parte dei detenuti contro il personale della polizia penitenziaria, con una media di cinque incidenti al giorno. Un terzo di queste aggressioni ha comportato prognosi di oltre 8 giorni, mentre in 150 casi la prognosi è stata superiore ai 20 giorni. Questa situazione è insostenibile, e le promesse di nuove assunzioni non sembrano essere sufficienti a coprire i vuoti di organico causati dai pensionamenti e dai pre-pensionamenti.

Aldo Di Giacomo ha concluso le sue dichiarazioni con un appello affinché il governo riconosca il fallimento nella gestione del personale penitenziario e faccia spazio a nuove soluzioni. La situazione nelle carceri italiane richiede un’immediata attenzione da parte delle autorità e un impegno serio per affrontare i problemi strutturali che affliggono il sistema penitenziario. Solo attraverso un cambiamento significativo e un sostegno adeguato al personale penitenziario si potrà sperare di migliorare la situazione e prevenire ulteriori tragedie.

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