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Ristorazione e turismo: la carenza di personale preoccupa Verona

La mancanza di flessibilità negli orari di lavoro e nei giorni di riposo emerge come una delle principali cause

Il settore della ristorazione e del turismo a Verona sta attraversando un periodo di difficoltà dovuto alla mancanza di personale qualificato e non. Nonostante i salari medi possano raggiungere i 1.250 o addirittura 1.400 euro al mese per i giovani lavoratori, c’è un crescente allarme per la mancanza di flessibilità negli orari di lavoro e nei giorni di riposo.

Secondo il direttore di Confesercenti Verona, il problema non è strettamente legato ai salari, ma piuttosto alla necessità di offrire maggiore libertà nella scelta degli orari di lavoro e dei giorni di riposo. Questa situazione ha portato a una seria preoccupazione per le prossime stagioni turistiche.

Unioncamere prevede che nel periodo tra gennaio e marzo 2024, le imprese venete avranno bisogno di 136.520 nuovi lavoratori, con un aumento di 2.860 rispetto al trimestre precedente. Nel settore specifico dei servizi di alloggio, ristorazione e servizi turistici, saranno necessari 22.650 nuovi impiegati.

Il direttore di Confesercenti Veneto, Maurizio Franceschi, ha commentato positivamente il fatto che la domanda di nuovi lavoratori rimanga alta, segnalando la vivacità imprenditoriale del Veneto. Tuttavia, ha sottolineato che il settore del commercio e della ristorazione continua a incontrare difficoltà nel reclutare sia giovani che personale qualificato.

Nelle principali città d’arte venete, la crisi di personale è particolarmente evidente. A Venezia, ci sono 8.060 posti vacanti, a Verona 5.910 e a Padova 3.030. Questi posti vacanti riguardano sia figure di “bassa manovalanza” che ruoli più qualificati come maitre e capi camerieri.

Alessandro Torluccio, direttore di Confesercenti Verona, ha sottolineato che sono gli stessi operatori del settore a denunciare la carenza di personale nei loro ristoranti e bar. Questa situazione genera preoccupazione in vista delle prossime stagioni turistiche, quando ci sarà un maggiore afflusso di visitatori, da Carnevale a Pasqua.

Il direttore Torluccio ha enfatizzato che il problema non è legato ai salari, ma piuttosto alla mancanza di flessibilità negli orari di lavoro e nei giorni di riposo. Ha suggerito che gli imprenditori dovrebbero considerare nuove strategie di comunicazione per attirare nuovi talenti nel settore.

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