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Azienda Zero assegna nuovi 43 medici di base a Verona per combatterne la carenza

Una luce di speranza per la provincia di Verona, ma le sfide persistono nella copertura medica

Nell’ultima parte dell’anno appena trascorso, Azienda Zero ha annunciato l’assegnazione di 225 nuovi medici di base per coprire i posti vacanti in tutta la regione. Questo è un passo importante per affrontare la crescente carenza di medici di famiglia in provincia di Verona. La provincia di Verona ha ricevuto una quota di 43 di questi nuovi medici, con 10 di loro che sono corsisti del terzo anno della specializzazione, 15 del secondo anno e 18 del primo anno.

Tuttavia, nonostante questi sforzi, alcune zone della provincia continuano a soffrire di una carenza di personale medico. Alla fine di settembre dell’anno scorso, c’erano ancora 197 aree non completamente coperte da medici di medicina generale. Nonostante le nuove assegnazioni, il numero di zone scoperte dovrebbe scendere a 156 nella migliore delle ipotesi.

La distribuzione dei nuovi medici di base

I nuovi medici di base verranno assegnati alle circoscrizioni di Verona, con l’obiettivo di coprire i bisogni nella prima, nella seconda e nella terza circoscrizione. Tuttavia, c’è ancora una carenza da affrontare a Parona.

Altri medici saranno destinati alla sesta e settima circoscrizione del capoluogo, oltre che ai Comuni di San Martino Buon Albergo e Lavagno. Tuttavia, anche in questo caso, sembra che la carenza di personale medico a Porto San Pancrazio non sia stata completamente risolta.

Sei nuovi medici andranno a lenire le carenze nelle zone del lago e dell’entroterra gardesano, mentre altri sei medici saranno assegnati al Sud-Ovest Veronese. La Valpolicella e la Valdadige riceveranno cinque nuovi medici, ma ci sono ancora situazioni irrisolte a Caprino Veronese e Dolce.

Le sfide politiche e finanziarie

La carenza di medici di famiglia è una questione critica che richiede una risposta urgente da parte della politica. Secondo Adriano Filice, segretario generale del sindacato dei pensionati Spi Cgil Verona, sia il Governo che la Regione devono affrontare il problema in modo più efficace.

Le soluzioni proposte includono l’incentivazione delle aggregazioni di medici, mettendo in rete i professionisti e fornendo loro supporto amministrativo per ridurre il carico burocratico. Tuttavia, la carenza di personale medico non riguarda solo i medici di famiglia, ma si riflette anche nelle lunghe liste d’attesa.

Inoltre, c’è preoccupazione per l’aumento previsto dei ticket e delle rette delle case di riposo. Filice sottolinea la necessità di una forte mobilitazione e di un’azione decisa da parte delle amministrazioni locali per affrontare questa emergenza. La salute dei cittadini più vulnerabili è in gioco, e è fondamentale che tutti i soggetti coinvolti alzino la voce per garantire una sanità accessibile a tutti.

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