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Innovazioni nel trattamento della scoliosi

Nuove prospettive dalla riabilitazione alla chirurgia

Recentemente, presso l’auditorium “De Sandre” del policlinico di Borgo Roma, si è tenuto un importante simposio sul trattamento della scoliosi, dal titolo “La scoliosi: semplice curvatura o patologia complessa?”. L’evento, orchestrato dal responsabile del reparto di riabilitazione funzionale dell’Aoui, Ermes Vedovi, ha messo in luce nuove prospettive e metodi nel trattamento di questa condizione, caratterizzata da una deviazione anormale della colonna vertebrale. Il professor Massimo Balsano, esperto in chirurgia vertebrale, e il dottor Simone Patuzzo, specialista in riabilitazione ortopedica, hanno offerto importanti contributi.

L’evento ha reso omaggio al pioniere della riabilitazione Renato Campacci, sottolineando l’importanza di un approccio multidisciplinare nel trattamento della scoliosi. Questa patologia, che interessa circa il 4% della popolazione, prevalentemente di sesso femminile, non è solo una questione di deviazione della colonna, ma può influenzare vari sistemi del corpo, richiedendo così un’attenzione comprensiva che va oltre la sola colonna vertebrale.

Nel corso degli anni, le tecniche per gestire la scoliosi si sono evolute. Inizialmente si faceva ampio uso di corsetti ortopedici per limitare la progressione della malattia, ma questo approccio si è rivelato efficace solo in parte. Oggi, grazie all’avanzamento della ricerca e all’introduzione di nuove tecnologie, si è spostati verso metodi più efficaci che includono terapie riabilitative e interventi chirurgici.

In particolare, la chirurgia è riservata ai casi in cui la deformità della colonna è irreversibile, spesso nelle forme congenite di scoliosi. La diagnosi precoce è cruciale per una gestione efficace, consentendo l’identificazione delle curve e la loro misurazione tramite tecniche radiografiche. Le innovative tecniche chirurgiche includono l’uso di barre cilindriche parallele e sistemi come l’Apc (Active Apex Proximal Control), che permettono una correzione continua durante la crescita.

Parallelamente, le strategie riabilitative si sono ampliate, tenendo conto di fattori come età, dieta, condizioni ambientali e stile di vita. Questi approcci combinano diversi campi medici quali fisiatria, ortopedia, chirurgia, nutrizione e sport, mirando a offrire un trattamento personalizzato per ciascun paziente. È stato dimostrato che gli esercizi specifici e i programmi riabilitativi possono migliorare significativamente i risultati, riducendo la necessità di corsetti e potenziando la forza muscolare e la mobilità toracica.

Importante è anche la riabilitazione post-operatoria, che si concentra sul miglioramento della funzione motoria e respiratoria. L’allenamento muscolare e aerobico, sia pre che post intervento, è fondamentale per il recupero globale del paziente.

Vedovi ha enfatizzato l’importanza di un trattamento personalizzato e integrato, che non solo si concentra sulla colonna vertebrale ma sull’intero corpo del paziente, inclusi gli aspetti psicologici associati alla percezione corporea. Balsano ha evidenziato i progressi nella chirurgia vertebrale, inclusi metodi minimamente invasivi e l’uso di tecnologie avanzate, che portano benefici significativi, soprattutto nei pazienti pediatrici. Patuzzo ha sottolineato l’efficacia dei percorsi riabilitativi e l’importanza di considerare gli aspetti psicosociali che influenzano la risposta ai programmi riabilitativi e la qualità della vita del paziente.

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