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Stefano Valdegamberi: la controversia sulle sue dichiarazioni sulla violenza di genere

Il Consigliere Regionale veronese della Lega al centro del dibattito in un periodo cruciale e particolarmente delicato

Stefano Valdegamberi, il consigliere regionale veronese della Lega, si è trovato al centro di una controversia per le sue opinioni espresse sulla violenza di genere. In un periodo in cui si celebra la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne, l’argomento è stato particolarmente rilevante a causa del tragico femminicidio di Giulia Cecchettin.

Il 5 dicembre scorso, si è svolto il funerale di Giulia Cecchettin, la giovane di 22 anni brutalmente uccisa dal suo ex fidanzato. Questo evento ha scosso profondamente il Veneto, e il consiglio regionale ha unanimemente approvato una risoluzione per intensificare gli sforzi contro ogni forma di violenza e discriminazione di genere. Valdegamberi ha votato a favore di questa risoluzione, ma solo dopo aver ottenuto una modifica al testo. Inizialmente, la risoluzione proponeva l’introduzione dell’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, un punto che ha sollevato perplessità da parte di Valdegamberi. Alla fine, questo è stato sostituito con l’educazione relazionale.

Nonostante la sua vittoria nella modifica del testo, Valdegamberi è stato pesantemente criticato per le sue parole sia all’interno che all’esterno dell’aula. Ha definito il caso di Giulia Cecchettin come una “telenovela nazionale” e il funerale di martedì come uno “show mediatico”, affermazioni che hanno portato il presidente della Regione Luca Zaia a prendere le distanze da lui e hanno scatenato aspre critiche da parte dei colleghi consiglieri. Queste critiche non sono giunte solo dalle forze politiche avverse a Valdegamberi, ma anche da esponenti della stessa Lega.

Le consigliere regionali della Lega Milena Cecchetto, Francesca Scatto, Laura Cestari e Roberta Vianello hanno condannato fermamente le parole di Valdegamberi, definendole “orrende” e invitandolo ad “imparare a rispettare noi donne“. Hanno sottolineato che le sue parole dimostrano un problema di educazione e rispetto nel linguaggio, un problema particolarmente grave considerando che Valdegamberi si presenta come difensore dei valori tradizionali e della vita umana.

In risposta alle critiche, Valdegamberi ha sottolineato che la sua lotta non è contro le persone, ma contro “posizioni ideologiche” che cercano di demonizzare l’uomo e, in particolare, il ruolo del padre. Ha sottolineato la necessità di lavorare per unire invece di dividere ulteriormente le famiglie e ha affermato che non esistono uomini cattivi o donne buone, ma che è importante affrontare questi temi con serenità e obiettività, senza farsi trascinare dalle emozioni del momento.

Nel corso di un’intervista radiofonica, Valdegamberi ha ribadito il suo rispetto per Giulia Cecchettin e ha criticato la campagna mediatica che ha circondato il suo caso, sostenendo che si è trattato di uno spettacolo mediatico strumentalizzato per alimentare divisioni di genere. Ha anche sottolineato che ci sono uomini che si suicidano a causa di umiliazioni e vessazioni da parte delle donne, evidenziando la complessità del problema.

In un momento in cui il dibattito sulla violenza di genere è particolarmente acceso, le parole di Valdegamberi hanno suscitato un acceso dibattito e hanno evidenziato le divergenze di opinione su come affrontare questo importante problema sociale.

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