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Sicurezza a Verona: un’attenta lettura dei numeri

Botta e risposta tra l'assessore alla sicurezza Zivelonghi e l'ex sindaco, e ora deputato, Flavio Tosi

Dopo la recente pubblicazione della Classifica de Il Sole24 Ore sulla qualità della vita nelle città italiane, il dibattito sulla sicurezza a Verona è ancora acceso. L’assessora alla sicurezza Stefania Zivelonghi ha fornito alcune puntualizzazioni sui numeri, mentre Flavio Tosi, ex sindaco e attuale deputato di Forza Italia, ha espresso le sue preoccupazioni riguardo alla situazione della criminalità nella città.

Stefania Zivelonghi ha sottolineato l’importanza di leggere e interpretare attentamente il report redatto da Il Sole 24 Ore, considerando la molteplicità degli indicatori e le peculiarità delle città turistiche come Verona. Ha evidenziato che l’indice di criminalità, che si attesta a 3.670 reati denunciati ogni 100.000 abitanti, non tiene adeguatamente conto della presenza dei turisti che affollano la città durante tutto l’anno. I dati della Camera di Commercio hanno registrato ben 3,5 milioni di soggiorni nelle strutture alberghiere cittadine nei primi nove mesi del 2023, senza considerare le presenze giornaliere legate a eventi, mostre e fiere. Pertanto, il rapporto tra reati e residenti risulta parziale e poco rappresentativo.

Inoltre, Zivelonghi ha sottolineato che i dati riguardano l’intera provincia di Verona, e non solo il Comune, il che rende necessario valutare il peso specifico di Verona rispetto all’intera provincia per una comprensione accurata dei dati.

La assessora ha anche fatto notare un interessante aspetto: l’indice generale della qualità di vita sembra inversamente proporzionale all’indice di sicurezza. Ad esempio, città come Milano, Firenze e Bologna, che si classificano tra le prime posizioni nella qualità di vita, hanno un indice di sicurezza molto più basso rispetto a Verona.

Dall’altro lato, Flavio Tosi ha interpretato i dati in modo completamente differente. Ha criticato la Zivelonghi per il suo approccio, definendo grottesca l’idea che una città con una alta qualità di vita debba necessariamente avere un alto tasso di criminalità urbana. Tosi ha inoltre notato che le città citate dalla assessora come esempi, tra cui Milano, Firenze e Bologna, sono tutte amministrate dalla sinistra, suggerendo che la presenza di questa coalizione politica sia correlata al disordine sociale e al degrado che possono poi sfociare nella criminalità urbana.

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