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La Polizia interviene in una lite familiare: arrestata una donna su cui pendeva ordine di carcerazione

Un altro arresto a Porto San Pancrazio per furto e possesso di cocaina

Nella giornata del 16 novembre, l’attività di controllo della polizia nella provincia di Verona ha portato a due arresti effettuati dagli agenti delle Volanti, uno dei quali è avvenuto in seguito a una lite familiare. Scopriamo i dettagli di entrambi gli incidenti.

Arresto per furto e cocaina a Porto San Pancrazio

Il primo arresto si è verificato nel quartiere di Porto San Pancrazio, dove solo qualche giorno prima era stato arrestato un individuo di 31 anni trovato in possesso di otto involucri di cocaina. L’uomo aveva attirato l’attenzione della polizia uscendo dall’ex deposito ferroviario di Via Porto San Michele, che poi è stato oggetto di una perquisizione. All’interno del deposito abbandonato, gli agenti hanno scoperto due giovani e li hanno perquisiti, anche se l’esito del controllo è stato negativo. Tuttavia, uno dei giovani perquisiti aveva una nota di rintraccio pendente su di lui. Approfondendo l’ispezione, gli agenti hanno trovato sette smartphone in discrete condizioni, un computer portatile, tre coltelli, un manganello e una pinza multiuso. Successivamente, grazie all’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza, il giovane di 27 anni è stato identificato come l’autore di un furto consumato a Veronetta mercoledì. Inoltre, è emerso che il giovane era irregolare sul territorio nazionale, il che ha comportato la sua denuncia e la sua messa a disposizione dell’ufficio immigrazione.

Lite familiare porta all’arresto di una donna 56enne

Le Volanti hanno recentemente condotto un’operazione di successo, culminata nell’arresto di una donna di 56 anni. L’arresto è scaturito da una chiamata pervenuta alla centrale operativa della questura, segnalando una lite in famiglia in Via Roveggia. In seguito alla chiamata, una pattuglia di agenti è stata immediatamente inviata sul posto per risolvere la situazione.

Sul luogo, gli agenti hanno identificato la donna e suo figlio, ma ciò che è emerso ha sorpreso tutti. La 56enne, infatti, era destinataria di un ordine di carcerazione, precedentemente emesso dal tribunale di Trento. Questo ordine non era l’unico elemento del suo passato giudiziario; la donna aveva diversi precedenti penali, inclusi reati contro il patrimonio e spaccio di sostanze stupefacenti. Tuttavia, l’ordine di carcerazione riguardava una condanna emessa nel gennaio 2023 per prostituzione e favoreggiamento dell’ingresso clandestino.

Dopo una serie di accertamenti e controlli, è stato chiaro che la donna doveva scontare una pena di 3 anni e 18 giorni di reclusione. Di conseguenza, è stata immediatamente arrestata e condotta in carcere, dove inizierà a scontare la sua condanna.

Questa operazione dimostra l’importanza del costante monitoraggio da parte delle forze dell’ordine e l’efficacia della collaborazione tra la centrale operativa della questura e le pattuglie delle Volanti. La prontezza nell’agire ha portato alla cattura di una persona con un passato criminale significativo, contribuendo così a garantire la sicurezza della comunità.

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