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Gli hacker di Rhysida pubblicano i dati sottrati all’Azienda Ospedaliera di Verona

L'Azienda Ospedaliera di Verona non cede di fronte alla richiesta di riscatto di Rhysida

Nella mattina del 17 novembre, un gruppo di criminali informatici noto come Rhysida ha compiuto un audace attacco informatico all’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona (Aoui), gettando l’organizzazione sanitaria nel caos. Questo oscuro gruppo ha pubblicato i dati hackerati nella rete onion del cosiddetto “dark web”, mettendo in pericolo informazioni sensibili e causando gravi preoccupazioni per la sicurezza dei pazienti e la privacy dei dati.

Inizialmente, la cyber-gang aveva cercato di estorcere un riscatto di 10 bitcoin, che poteva tradursi in una cifra che superava i 350mila euro, per evitare la pubblicazione dei dati. Tuttavia, Aoui ha rifiutato di cedere alle richieste dei malviventi digitali, affermando di non aver perso l’accesso ai dati personali custoditi nei loro archivi aziendali.

Nonostante il fallimento nel ricevere il riscatto richiesto e l’incapacità di trovare un compratore per i dati hackerati, Rhysida ha proceduto con la pubblicazione delle informazioni ottenute durante l’attacco. È importante notare che i dati pubblicati rappresentano solo una frazione minima dell’enorme archivio di Aoui, che conta ben 29 terabyte di informazioni. Gli hacker hanno reso pubblici file con una dimensione di 612 gigabyte (0,6 terabyte). Tuttavia, l’azienda ha assicurato che gran parte di questi dati non ha alcuna rilevanza sanitaria e molti di essi sono già soggetti a pubblicazione obbligatoria per legge sul loro sito web. I rimanenti documenti rappresentano informazioni cliniche frammentarie e in gran parte datate.

Aoui ha reagito prontamente alla pubblicazione dei dati compromessi. Un gruppo di lavoro interno è già al lavoro, in stretta collaborazione con il responsabile della protezione dei dati personali, per analizzare i file pubblicati e fornire le dovute comunicazioni agli interessati, nel rispetto delle normative vigenti. Queste comunicazioni saranno rese disponibili man mano che ulteriori accertamenti saranno completati, con l’obiettivo di limitare qualsiasi disagio causato dall’incidente.

Le autorità giudiziarie e l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona stanno conducendo indagini parallele in stretta collaborazione con la Regione. Entrambe le parti stanno svolgendo le proprie attività di competenza per affrontare questa violazione della sicurezza. Inoltre, con l’assistenza dello studio legale del professor Riccardo Borsari, sono state intraprese tutte le azioni legali necessarie per tutelare le vittime dell’attacco, tra cui l’azienda ospedaliera e tutte le parti coinvolte.

Questo attacco informatico rappresenta un grave problema di sicurezza dei dati, che richiede un’azione concertata e urgente per proteggere i dati sensibili e garantire che eventi simili non si verifichino in futuro. La sicurezza informatica è diventata una priorità inderogabile per le organizzazioni, e questa situazione sottolinea l’importanza di adottare misure robuste per proteggere i dati sensibili e la privacy dei pazienti.

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