La recente apertura del tunnel Adige-Garda si configura come una misura precauzionale vitale per tutelare l’integrità di Verona in seguito agli eventi climatici avversi. Mario Tonina, il Vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, ha messo in luce la decisione, presa di concerto con la Regione Veneto, di utilizzare questa infrastruttura per prevenire eventuali disagi all’antica città scaligera. Questo passo è il risultato di un’attenta valutazione, volta a privilegiare la sicurezza delle aree colpite dalle recenti intemperie.
Nel corso di un briefing con i media, al termine di un incontro presso la centrale operativa della Protezione civile di Trento, Tonina ha delineato le misure adottate in risposta agli eventi che dal fine settimana hanno messo a dura prova il territorio con smottamenti, allagamenti e necessità di evacuazioni. Il Vicepresidente ha espresso soddisfazione per l’efficace gestione dell’emergenza, tributando encomio agli interventi degli operatori di Protezione civile, ai vigili del fuoco sia volontari che permanenti e al personale della provincia. Un sentito ringraziamento è stato rivolto ai numerosi corpi di pompieri volontari e ai loro comandanti che si sono prodigati per far fronte a una perturbazione di vasta entità che ha investito circa 30 comuni.
Guardando ai prossimi giorni, Tonina ha prospettato un breve periodo di pausa dalle precipitazioni, che sarà sfruttato per intensificare gli interventi nelle aree più colpite e per organizzare le strategie di risposta alla prossima ondata di maltempo prevista. Le previsioni indicano temperature più basse e nevicate al di sotto dei 2.000 metri, elementi che potrebbero contribuire a mantenere la situazione sotto controllo.
Raffaele De Col, dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, ha aggiornato sullo stato di avanzamento dei lavori, con la maggior parte delle condizioni previste per il ritorno alla normalità già nel corso del pomeriggio. Nonostante ciò, alcune criticità sono ancora oggetto di analisi da parte dei geologi, soprattutto nelle zone dell’Alto Garda e del Basso Trentino, per quanto riguarda frane e movimenti di detriti. De Col ha evidenziato come l’equilibrata gestione delle dighe abbia permesso un’ottimale distribuzione delle acque nel bacino, in particolare nel Garda, grazie all’impiego della diga di Ponte Pià.
Per quanto riguarda l’Adige, la situazione rimane gestibile: la piena sta attraversando la regione con una portata di circa 1.350 metri cubi al secondo, un metro sotto il picco registrato durante la tempesta Vaia, ma comunque all’interno dei margini di attenzione per il Veneto, giustificando così l’operazione di apertura del tunnel Adige-Garda.
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