Due pazienti aggrediscono infermieri al pronto soccorso di Verona: i sindacati insorgono

Un grave episodio di violenza si è verificato al pronto soccorso di Borgo Trento, dove due pazienti hanno aggredito il personale infermieristico

Ospedale di Verona - borgo trento

Aggressione al pronto soccorso: personale sanitario sotto attacco

Nella serata di venerdì 8 novembre, il pronto soccorso dell’ospedale Borgo Trento di Verona è stato teatro di un’aggressione violenta ai danni del personale infermieristico. L’attacco è avvenuto intorno alle 19, quando due pazienti, arrivati con lievi ferite, sono stati presi in carico dagli infermieri. Tuttavia, il clima era già teso a causa di un blocco informatico che aveva rallentato il flusso di assistenza, causando tempi di attesa prolungati. Questo fattore sembra aver contribuito all’escalation di tensione e violenza che si è manifestata con pugni, calci e persino una presa al collo su alcuni membri del personale.

Sistema di sorveglianza assente al momento dell’attacco

Al momento dell’aggressione, il pronto soccorso era sprovvisto di vigilanza, poiché il servizio della Polizia di Stato, presente fino al pomeriggio, si era concluso alle 16. Questo ha lasciato il personale sanitario senza alcuna protezione contro le azioni violente. L’intervento delle forze dell’ordine è giunto soltanto in seguito, portando all’arresto dei responsabili grazie alle nuove disposizioni del decreto-legge del 1° ottobre 2024, che introduce pene più severe per le aggressioni contro il personale sanitario.

La denuncia dei sindacati: richiesta di maggiori tutele per i lavoratori

In risposta all’ennesimo atto di violenza, Stefano Gottardi, Segretario Generale della Uil Fpl Verona, ha espresso il disappunto del sindacato: “Non possiamo più accettare che il personale sanitario sia esposto a tali rischi”. Gottardi ha criticato la mancanza di misure di sicurezza e ha chiesto un intervento urgente della Direzione Aziendale per aumentare la presenza delle forze dell’ordine nei presidi sanitari della città. Inoltre, il sindacato ha richiesto l’adozione di un protocollo per la gestione immediata degli episodi di violenza, proponendo un approccio specifico che tuteli sia la sicurezza fisica che il benessere psicologico degli operatori.

Un problema che va oltre i danni fisici: gli effetti psicologici

Gli episodi di violenza fisica rappresentano solo una parte del problema. Come evidenzia Gottardi, gli operatori sanitari non ricevono un supporto psicologico sufficiente dopo episodi traumatici di aggressione, e molti di loro si vedono costretti a sostenere autonomamente le spese per la consulenza psicologica. Tali episodi generano disturbi da stress post-traumatico che, se non trattati, rischiano di portare a condizioni di burnout, peggiorando ulteriormente le condizioni di lavoro. La denuncia della Uil Fpl sottolinea, inoltre, come il sistema di segnalazione degli episodi di violenza sia obsoleto, basato ancora sull’invio di un fax che lascia le aggressioni come semplici statistiche senza un riscontro concreto in termini di prevenzione o azioni di supporto.

Un piano di sicurezza per i presidi sanitari

Il sindacato ha sollecitato l’adozione di misure strutturate per la sicurezza nei pronto soccorso, come una sorveglianza più estesa e un sistema di emergenza interno attivo anche nelle fasce orarie in cui il personale potrebbe essere più esposto a situazioni di rischio. Queste misure sono ritenute essenziali per proteggere i lavoratori e assicurare che possano svolgere le loro attività in sicurezza, soprattutto nelle strutture che offrono un servizio essenziale alla comunità.

Redazione

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