Esami truccati per la patente: smantellata rete criminale, 14 denunce nel Veronese

Organizzazione scoperta dalla polizia, candidati pagavano fino a 4mila euro per ottenere le risposte corrette

Un’indagine condotta dalla polizia stradale di Verbania e dalla polizia ferroviaria di Domodossola ha smantellato una rete criminale che permetteva a candidati di superare l’esame per la patente tramite sofisticati dispositivi di trasmissione. La truffa, che coinvolgeva diverse province del Nord Italia, compresa Verona, ha portato a 14 denunce per accuse di falso e produzione di documenti abilitativi illeciti.

Come funzionava la truffa: dal pagamento all’esame

Il meccanismo truffaldino era ben collaudato: i candidati versavano una somma di 4mila euro, che copriva ogni fase del processo, dalla registrazione per l’esame alla fornitura di speciali dispositivi elettronici nascosti. La somma comprendeva anche l’assistenza per la prenotazione delle visite mediche e la documentazione necessaria per l’iscrizione all’esame.

Prima dell’esame, i candidati ricevevano abbigliamento modificato come giacche o camicie dotate di micro-telecamere nascoste nei bottoni, collegate a un modem video e a un router portatile. Durante l’esame, le telecamere riprendevano le domande, trasmettendole in tempo reale a un suggeritore esterno, che inviava le risposte corrette tramite un micro-auricolare connesso al candidato. Grazie a questo sistema, il candidato poteva rispondere correttamente senza destare sospetti.

Sequestri e reperti: telecamere, modem e denaro contante

Nel corso dell’inchiesta, la polizia ha effettuato sequestri significativi, recuperando 14 telefoni cellulari, 9 modem video-audio, 6 micro-telecamere, 15 capi d’abbigliamento con telecamere incorporate e 12mila euro in contanti. Gli agenti hanno trovato anche batterie di ricambio e una pinzetta per estrarre i micro-auricolari al termine dell’esame, dimostrando la precisione con cui l’organizzazione gestiva ogni dettaglio.

Un’indagine approfondita e gli esami truccati in varie province

L’indagine, coordinata dalla procura di Verbania, è partita nel maggio dell’anno scorso, quando tre candidati furono trovati in possesso dei dispositivi utilizzati per superare l’esame. Grazie a appostamenti, pedinamenti e analisi del traffico telefonico, le forze dell’ordine sono riuscite a risalire all’intera rete, scoprendo che il gruppo aveva operato in più province italiane.

Reato e conseguenze legali

Gli accusati sono indagati per falso e produzione di documenti illeciti, reati gravi che comportano pene severe. Le forze dell’ordine, grazie alla collaborazione delle diverse sedi d’esame coinvolte, stanno ora indagando per individuare ulteriori complici e verificare se vi siano altri candidati che abbiano utilizzato questo sistema.

L’operazione rappresenta un’importante vittoria per le forze dell’ordine nella lotta contro le frodi agli esami di abilitazione, un fenomeno diffuso che mina la sicurezza stradale e la legalità dei processi di certificazione in Italia.

Redazione

Seguici su

Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Ambulanza
Un automobilista di 42 anni è stato individuato dalla polizia locale dopo aver investito un...
Polizia locale
La polizia locale ha fermato una 35enne priva di documenti in via Case Ferrovieri: dopo...
I due minori sono stati fermati dai carabinieri dopo una mattinata segnata da diversi episodi:...

Altre notizie