Nel mese di febbraio 2024, due giovani italiani di 26 e 27 anni sono stati coinvolti in due rapine a mano armata, consumate in provincia di Verona. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Verona hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip, che ha portato all’arresto dei due, già noti alle autorità. Le rapine, effettuate con volto coperto da casco e armati di pistola, hanno generato il panico tra le vittime.
La rapina al distributore sulla tangenziale Est
Il primo colpo è stato effettuato il 19 febbraio 2024 presso un distributore di carburante sulla tangenziale Est di Verona. I due rapinatori, armati di pistola, hanno minacciato i presenti e colpito un dipendente con un pugno, riuscendo a farsi consegnare 3.200 euro. Dopo il furto, sono fuggiti su un motociclo con targa contraffatta.
Il giorno dopo, rapina alla gioielleria della Grande Mela
Il secondo episodio si è verificato il 20 febbraio 2024 presso il centro commerciale La Grande Mela di Lugagnano di Sona, dove i due hanno preso di mira la gioielleria Gioielli Valenza. Armati di pistola e con il volto coperto, hanno infranto gli espositori e minacciato i dipendenti, portando via gioielli e denaro per un totale di 4.900 euro. Anche in questo caso, i due sono scappati con un motociclo con targa falsa.
Indagato un terzo giovane per favoreggiamento
Un terzo giovane, un 27enne italiano, è stato indagato per favoreggiamento personale e simulazione di reato. Proprietario del motociclo utilizzato nelle rapine, ha denunciato falsamente il furto del veicolo qualche giorno dopo i fatti, cercando di coprire i rapinatori.
Le indagini e l’identificazione dei colpevoli
Le indagini sono state fondamentali per collegare i due episodi. Grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza e a una traccia di sangue lasciata da uno dei rapinatori, feritosi durante il colpo, i Ris di Parma sono riusciti a identificare uno degli autori. Cruciali sono stati anche i contributi del polo di dattiloscopia della Sezione Investigazioni Scientifiche, che ha confrontato le impronte digitali trovate sulla scena del crimine con quelle dei sospettati, permettendo così di risalire agli autori delle rapine.
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