Una potente tempesta geomagnetica ha attraversato i cieli d’Italia tra il 10 e l’11 ottobre, raggiungendo quasi la classe G5, la seconda più alta nella scala di intensità delle tempeste geomagnetiche. Questo raro evento ha ricordato lo spettacolo avvenuto il 5 novembre scorso, quando un’aurora boreale di un sorprendente colore rosso ha affascinato osservatori da Piemonte, Veneto e Marche.
A Verona e in varie parti del Veneto, anche questa notte, il fenomeno è stato visibile ad occhio nudo, con la luce che si è manifestata a latitudini insolitamente basse. Un’occasione unica per gli appassionati e per chi ha alzato lo sguardo verso il cielo.
“E’ stato probabilmente un evento ancora più brillante di quella del 10 maggio“, ha spiegatoFlavio Castellani, direttore Osservatorio del Monte Baldo.
Cos’è e come si forma l’aurora boreale
L’aurora boreale si forma grazie all’interazione tra il campo magnetico terrestre e il vento solare. Quando quest’ultimo è intenso, in fase di forte attività solare, possiede un’elevata densità di particelle cariche che vengono veicolate all’interno del campo magnetico terrestre, emettendo onde elettromagnetiche anche nel campo del visibile, da cui nascono le aurore.
Solitamente, si ha maggiore concentrazione di queste particelle a latitudini settentrionali. È dunque raro osservare le aurore al di sotto del 50esimo parallelo, ancor di più del 45esimo.
Per ieri sera erano previste forti tempeste geomagnetiche di classe G4 (il massimo è G5) che hanno provocato un’aurora boreale con un indice kp 8, lo stesso indice che a maggio ha permesso all’aurora boreale di essere vista anche alle nostre latitudini.
L’evento è durato pochi minuti, ma è stato abbastanza per scatenare la meraviglia di chi ha avuto la fortuna di ammirarlo.
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