Ticket turistico per entrare in città? Verona non è Venezia

L'assessore regionale Caner propone un ticket d'ingresso per turisti anche a Verona, ma incontra resistenze dai consiglieri locali

Secondo un’indagine di Demoskopika, Verona è tra le sette province italiane afflitte dal fenomeno dell’overtourism. Questa situazione ha portato l’assessore regionale al turismo Federico Caner a proporre un sistema di ticket d’ingresso per turisti, simile a quello sperimentato a Venezia, per gestire meglio i flussi turistici e tutelare i residenti.

Verona potrebbe introdurre un ticket d’ingresso per turisti, ma l’idea è controversa.

L’introduzione del ticket permetterebbe di fissare un tetto massimo di visitatori, generando risorse economiche da reinvestire nei servizi cittadini. Tuttavia, questa proposta ha incontrato una forte opposizione da parte dei consiglieri regionali veronesi Alberto Bozza, Enrico Corsi e Stefano Valdegamberi.

Alberto Bozza di Forza Italia ha criticato l’idea, sottolineando l’importanza di coinvolgere albergatori ed esercenti locali prima di prendere una decisione del genere. Ha espresso preoccupazione per la mancanza di dialogo con le parti interessate e ha suggerito che il settore delle locazioni turistiche deve essere regolamentato. Bozza ha enfatizzato la necessità di distinguere tra piccole imprese locali e grandi società di capitali, che vedono le locazioni brevi come una speculazione finanziaria. Secondo Bozza, Verona dovrebbe puntare su eventi di alta qualità culturale per attrarre turisti.

Enrico Corsi della Lega ha ribadito che Verona non è Venezia e che gestire i flussi turistici nella città scaligera sarebbe impraticabile. Ha evidenziato l’opposizione delle associazioni di categoria all’idea del ticket e ha affermato che Verona dovrebbe concentrarsi sull’offerta di servizi migliori e su un turismo di qualità, piuttosto che aumentare le tasse per i visitatori.

Anche Stefano Valdegamberi si è dichiarato contrario alla proposta, evidenziando l’importanza di considerare il turismo come un’opportunità di crescita e sviluppo. Valdegamberi ha criticato l’attuale concentrazione del turismo nei soliti luoghi classici e ha suggerito di indirizzare i flussi turistici verso altre aree della città e della provincia, ricche di attrattive storiche, culturali e paesaggistiche. Ha sottolineato che i turisti non dovrebbero essere visti come un disturbo, ma come una risorsa da gestire con intelligenza.

La proposta del ticket turistico a Verona è stata fermamente respinta dai consiglieri regionali veronesi, che vedono nel dialogo e nella qualità l’unica strada per migliorare la gestione del turismo. Bozza, Corsi e Valdegamberi sono concordi nel ritenere che un approccio più inclusivo e orientato alla qualità sia la chiave per affrontare il problema dell’overtourism, senza penalizzare i turisti né i residenti.

Redazione

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