L’agricoltura di Verona sta affrontando una delle peggiori crisi degli ultimi anni a causa delle piogge intense e continue che hanno caratterizzato il mese di maggio. Il maltempo ha devastato le colture locali, causando gravi danni a mais, fieno e ciliegie, e mettendo in difficoltà gli agricoltori.
Mais in sofferenza: perdite stimate tra il 20% e il 30%
Le piantagioni di mais sono tra le più colpite. La piovosità anomala ha causato stress da asfissia, con perdite stimate tra il 20% e il 30% del prodotto. “È stato un mese di piogge incessanti, che ha causato grande sofferenza al mais, soprattutto nelle zone allagate,” spiega Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona. La situazione è varia: chi ha seminato presto si è salvato, mentre chi ha seminato tardi ha perso tutto a causa dell’asfissia radicale delle piante.
Fieno compromesso: il primo taglio perso
Il maggengo, il primo taglio del fieno, è andato completamente perso. Questo primo raccolto è fondamentale per la produzione di foraggio di qualità. Le previsioni per il futuro non sono incoraggianti, poiché si teme che la qualità del raccolto successivo sia scarsa, influenzando negativamente la disponibilità di foraggio per il bestiame nei prossimi mesi.
Ciliegie: una stagione devastata
Anche le ciliegie hanno subito gravi danni. Francesca Aldegheri, presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Verona, riferisce che la maggior parte delle ciliegie precoci è andata persa. Altri quindici giorni di pioggia, sbalzi di temperatura e grandine hanno ulteriormente compromesso le varietà medie, con danni del 50-60%. La produzione sarà quantitativamente scarsa e la raccolta molto più difficoltosa a causa del certosino lavoro di selezione, con costi più elevati rispetto alle annate normali.
Speranza per il futuro: attesa per un miglioramento del tempo
Nonostante la situazione critica, c’è ancora speranza che il miglioramento del tempo possa mitigare parte dei danni. De Togni rimane ottimista, sperando che la stabilizzazione del clima possa permettere un recupero parziale delle colture. “Se il tempo si stabilizza, potremmo recuperare il gap,” afferma. La prospettiva di giornate più calde e soleggiate potrebbe stimolare i consumi e aiutare gli agricoltori a fronteggiare questa difficile stagione.
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