A Verona si prospetta un futuro caffettino più salato. L’Associazione Consumatori Assoutenti ha lanciato un’allarme sui possibili nuovi rincari del prezzo del caffè nei bar, alimentati dall’aumento delle materie prime. Attualmente, il prezzo di una tazzina varia da 1,20 euro al banco fino a 2,50 euro all’esterno in aree come Piazza Erbe, dove il costo si alza fino a due euro per una postazione panoramica. Questi incrementi non sono isolati, bensì inseriti in un contesto di crescita continua che negli ultimi tre anni ha visto il prezzo medio del caffè alzarsi del 15% nelle principali città italiane.
Il Veneto, con una media di 1,18 euro per un caffè al banco, riflette una situazione nazionale che ha visto il prezzo di questa bevanda passare da 1,03 euro nel 2021 a 1,18 euro nel 2024, con un incremento del 14,9% in soli tre anni. Il rincaro del caffè grezzo, che è cresciuto del 23% raggiungendo i 7,53 euro al chilogrammo alla fine del 2023, si configura come uno dei principali responsabili di questa tendenza al rialzo.
Le caffetterie nel centro storico di Verona, particolarmente vulnerabili a causa degli elevati costi degli affitti, sono quelle più colpite da questa situazione economica sfidante. Non solo il caffè, ma anche altre voci come aperitivi e menu dei ristoranti potrebbero vedere modifiche significative nei loro listini prezzi, come anticipato da Assoutenti. La colazione tradizionale italiana, un piacere quotidiano per molti, rischia così di diventare un lusso sempre più inaccessibile.
La situazione attuale solleva questioni importanti sul futuro del consumo di caffè a Verona e sulle strategie che i baristi potrebbero adottare per fronteggiare queste sfide economiche senza gravare eccessivamente sulle tasche dei consumatori.
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