Il turismo sul Lago di Garda non si ferma con la fine dell’estate. Anche ottobre ha confermato una domanda sostenuta, con strutture ricettive ancora frequentate e un numero crescente di visitatori interessati a trascorrere qualche giorno sul territorio durante la stagione autunnale. Una tendenza che coinvolge anche Verona e che potrebbe proseguire nelle prossime settimane, alla luce delle prenotazioni già registrate per novembre.
A fotografare l’andamento del comparto è l’Osservatorio Turistico di Destination Verona & Garda Foundation, che ha elaborato i dati raccolti attraverso HBenchmark e aggiornati al 3 novembre. Sul Garda Veneto l’occupazione media delle strutture ricettive ha raggiunto a ottobre il 62,9%, con un aumento di 1,4 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2022.
Un risultato che conferma il progressivo allungamento della stagione turistica e rafforza le prospettive legate alla destagionalizzazione. Secondo Paolo Artelio, presidente di Destination Verona Garda, il dato positivo interessa entrambe le principali aree del lago: nell’Alto Garda l’incremento è stato di 2,2 punti percentuali, mentre nel Basso Garda si è attestato a 1,2 punti.
Sul Garda aumentano i giorni di permanenza
Oltre al numero delle presenze, emerge un altro elemento significativo: i turisti scelgono di fermarsi più a lungo. Nell’Alto Garda la permanenza media è salita a 4,5 notti, rispetto alle 4,2 dell’anno precedente. Nel Basso Garda, invece, si è passati da 4,2 a 4,3 notti.
L’aumento della durata dei soggiorni rappresenta un indicatore importante per l’economia turistica, perché offre maggiori opportunità alle attività del territorio e permette ai visitatori di conoscere destinazioni diverse rispetto alle località più frequentate della costa.
Borghi, entroterra, manifestazioni ed esperienze legate alle tradizioni locali possono infatti contribuire a rendere il Garda interessante anche lontano dai mesi estivi. È proprio su questa varietà dell’offerta che Destination Verona & Garda Foundation intende proseguire il lavoro di promozione.
Anche Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto, ha sottolineato come ottobre sia ormai diventato un mese consolidato della stagione turistica gardesana. Le strutture alberghiere registrano un’occupazione superiore al 60%, con risultati particolarmente positivi durante i fine settimana.
Tra i fattori che favoriscono questa evoluzione figura anche il clima autunnale, sempre più spesso caratterizzato da temperature miti e giornate adatte alle attività all’aria aperta. A questo si aggiunge la possibilità di vivere il territorio con ritmi differenti, beneficiando di una minore concentrazione di visitatori e di condizioni più favorevoli per escursioni e visite.
Un cambiamento che si riflette anche nelle scelte degli operatori: diversi albergatori, che in passato interrompevano l’attività all’inizio o a metà ottobre, preferiscono oggi mantenere aperte le strutture fino alla fine del mese e, in alcuni casi, anche nei primi giorni di novembre.
Germania principale mercato straniero, crescono britannici e americani
L’analisi delle provenienze conferma la Germania come primo mercato internazionale per il Lago di Garda. La componente tedesca rappresenta il 52,1% dei visitatori nell’Alto Garda e il 35,9% nel Basso Garda.
Accanto a questa presenza consolidata, si registra però una maggiore diversificazione dei flussi turistici. Nel Basso Garda aumenta soprattutto la quota dei visitatori britannici, passata dall’8,3% all’11,2%.
Nell’Alto Garda, invece, crescono diverse provenienze: gli italiani salgono dal 14,5% al 16,4%, gli austriaci dal 2,9% al 4,4% e gli statunitensi dal 2% al 3,1%.
Questi numeri evidenziano una domanda internazionale articolata, che conferma l’interesse verso il territorio gardesano anche durante i mesi meno tradizionali per le vacanze.
Verona supera l’80% di occupazione alberghiera
Il quadro positivo riguarda anche il capoluogo scaligero. Nel mese di ottobre, le strutture ricettive del Comune di Verona hanno raggiunto un’occupazione media dell’81,9%, un risultato sostanzialmente stabile rispetto all’82,1% rilevato nel 2022.
Ancora più elevato il dato del centro storico, dove l’occupazione ha toccato l’85,9%. Nelle altre zone della città la percentuale si è invece fermata al 78%.
La situazione appare differente nel resto della provincia, escludendo il territorio gardesano. In quest’area l’occupazione media è stata del 68,3%, con una flessione di 3,27 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
Per Paolo Artelio, la sfida consiste proprio nel riuscire a distribuire maggiormente i benefici dell’attrattività di Verona anche nelle altre località della provincia. Il territorio scaligero dispone infatti di numerose destinazioni di interesse, che potrebbero essere maggiormente valorizzate attraverso itinerari e proposte capaci di collegare il capoluogo con le aree circostanti.
A Verona aumentano i visitatori stranieri
Un altro elemento interessante riguarda la composizione dei flussi turistici nella città. Rispetto al 2022, la percentuale di visitatori italiani è diminuita, passando dal 42,3% al 38,7%.
Parallelamente sono aumentate le quote di diversi mercati internazionali. I turisti britannici sono passati dal 6,4% al 9,2%, gli statunitensi dal 5,3% al 7% e i tedeschi dal 5,7% al 6,5%.
Maurizio Russo, presidente di Federalberghi Confcommercio Verona, ha evidenziato l’importanza di questi risultati, sottolineando la capacità della città di mantenere livelli elevati di occupazione anche durante l’autunno.
Un ruolo determinante viene attribuito al calendario degli appuntamenti fieristici, sportivi e culturali, che contribuiscono ad alimentare i flussi turistici durante tutto l’anno. La crescita dei mercati britannico e statunitense rappresenta inoltre un segnale positivo per il posizionamento internazionale della destinazione.
Secondo Russo, sarà importante proseguire nella collaborazione tra istituzioni, operatori e organizzazioni impegnate nella promozione turistica, con l’obiettivo di aumentare la permanenza media e favorire una distribuzione più equilibrata dei visitatori nell’intera provincia.
Novembre parte con prenotazioni in aumento
Le indicazioni raccolte dall’Osservatorio Turistico lasciano intravedere prospettive positive anche per novembre. I dati aggiornati al 3 del mese mostrano infatti un livello di prenotazioni già superiore rispetto a quello registrato alla stessa data dell’anno precedente.
Per il periodo compreso tra il 3 e il 30 novembre, Verona presenta un’occupazione già acquisita del 49,7%, mentre il Garda Veneto raggiunge il 36,7%.
Il confronto con le prenotazioni disponibili alla stessa data del 2022 evidenzia un miglioramento: in quell’occasione Verona si attestava al 47%, mentre il Garda aveva raggiunto il 32,7%.
Si tratta naturalmente di dati provvisori, destinati a modificarsi con l’arrivo di nuove prenotazioni nelle settimane successive. Tuttavia, il confronto conferma che la domanda turistica continua a manifestarsi anche dopo la conclusione della stagione estiva.
Fieracavalli conferma il peso dei grandi eventi
Tra gli elementi che contribuiscono a sostenere il turismo autunnale nella provincia veronese figurano anche le grandi manifestazioni. Un esempio significativo è Fieracavalli, appuntamento che ogni anno richiama in città operatori, appassionati e visitatori provenienti dall’Italia e dall’estero.
In occasione della manifestazione, le prenotazioni alberghiere a Verona hanno registrato un incremento di 14,3 punti percentuali.
Per Destination Verona & Garda Foundation, i grandi eventi rappresentano quindi uno strumento strategico per mantenere attiva la domanda turistica anche nei periodi tradizionalmente meno frequentati.
Fiere, appuntamenti sportivi e iniziative culturali possono infatti contribuire non soltanto a riempire le strutture ricettive, ma anche a promuovere le destinazioni circostanti, incentivando i visitatori a prolungare il soggiorno e a scoprire altre località del territorio.
Il bilancio di ottobre e le prime indicazioni di novembre confermano dunque un progressivo cambiamento nella stagionalità turistica del Garda e di Verona. L’obiettivo per i prossimi anni sarà consolidare questa tendenza, valorizzando l’offerta autunnale e rendendo sempre più attrattiva l’intera provincia anche al di fuori dei tradizionali mesi estivi.
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