La sicurezza nei luoghi di lavoro continua a rappresentare una questione particolarmente preoccupante in Veneto. Nei primi nove mesi del 2026 sono stati registrati 87 decessi legati a incidenti sul lavoro, esattamente lo stesso numero rilevato nello stesso periodo dell’anno precedente. Un dato che, nonostante l’assenza di un incremento delle vittime, non permette di abbassare la guardia, soprattutto considerando l’indice di mortalità regionale, superiore al valore medio nazionale.
A delineare la situazione è l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering, che ha pubblicato i dati aggiornati a settembre 2026. L’analisi mette in evidenza differenze significative tra le province venete, con alcune aree caratterizzate da livelli di rischio particolarmente elevati.
Tra queste figura anche Verona, dove dall’inizio dell’anno sono stati registrati 14 incidenti mortali. Il territorio scaligero presenta inoltre un numero particolarmente alto di denunce di infortunio, che lo colloca al primo posto nella graduatoria regionale.
Veneto sopra la media nazionale per rischio di mortalitÃ
Uno degli indicatori più significativi elaborati dall’Osservatorio riguarda l’incidenza degli infortuni mortali rispetto al numero di occupati.
A settembre 2026, il Veneto presenta un indice pari a 26,3 decessi ogni milione di lavoratori, un valore superiore alla media italiana, ferma a 24,7.
La situazione non è uniforme all’interno della regione. Padova risulta la provincia maggiormente esposta, con un indice di 34,3 morti per milione di occupati. Seguono Vicenza, con 28,6, e Verona, che raggiunge quota 26,1.
Anche queste ultime due province superano quindi il riferimento nazionale, confermando la presenza di criticità che richiedono particolare attenzione sul fronte della prevenzione.
Gli altri territori presentano valori inferiori alla media italiana: Belluno e Treviso registrano entrambe 22,7 decessi per milione di occupati, Venezia si attesta a 21,2 e Rovigo chiude la graduatoria regionale con 20,8.
Verona conta 14 vittime sul lavoro
Guardando al numero assoluto dei decessi, il territorio veronese registra 14 vittime nei primi nove mesi dell’anno. Un bilancio che colloca la provincia al quarto posto in Veneto, dietro Padova, Treviso e Venezia.
La distribuzione regionale delle 87 vittime evidenzia una situazione particolarmente complessa:
| Provincia | Vittime |
|---|---|
| Padova | 20 |
| Treviso | 16 |
| Venezia | 15 |
| Verona | 14 |
| Vicenza | 13 |
| Belluno | 6 |
| Rovigo | 3 |
| Totale | 87 |
Nel dettaglio, 58 decessi sono avvenuti durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, due in meno rispetto al 2025. Altri 29 riguardano invece incidenti verificatisi durante il tragitto tra casa e luogo di lavoro, i cosiddetti infortuni in itinere, aumentati di due unità rispetto all’anno precedente.
A commentare i risultati è Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Vega Engineering, che sottolinea come il quadro regionale sia tornato a destare preoccupazione dopo alcuni segnali iniziali di miglioramento.
Secondo Rossato, la stabilità del numero complessivo delle vittime non deve essere interpretata come un risultato rassicurante, soprattutto alla luce delle differenze territoriali e della presenza di categorie di lavoratori particolarmente esposte.
Le fasce d’età maggiormente colpite dagli incidenti mortali
L’analisi prende in considerazione anche l’età delle persone che hanno perso la vita in incidenti avvenuti durante l’attività lavorativa.
La fascia più colpita è quella compresa tra i 45 e i 54 anni, con 18 decessi registrati. Seguono i lavoratori tra i 55 e i 64 anni, con 13 vittime, e gli over 65, che contano 11 morti.
Altri 10 incidenti mortali hanno coinvolto persone di età compresa tra i 35 e i 44 anni.
Un quadro che dimostra come il rischio non riguardi esclusivamente i lavoratori più anziani o quelli con minore esperienza, ma interessi diverse fasce della popolazione occupata.
Aumentano le denunce di infortunio: Verona prima in Veneto
Se il numero delle vittime è rimasto invariato rispetto al 2025, le denunce di infortunio hanno invece registrato una crescita.
Nei primi nove mesi del 2026 sono state presentate in Veneto 53.873 denunce, contro le 52.691 dello stesso periodo dell’anno precedente. L’incremento è pari al 2,2%, con 1.182 segnalazioni in più.
A livello provinciale, Verona presenta il dato più elevato dell’intera regione, con 10.878 denunce. Seguono Padova con 10.394 casi e Vicenza con 9.973.
La distribuzione completa comprende anche Venezia, con 9.553 denunce, Treviso con 9.326, Belluno con 2.126 e Rovigo con 1.623.
Il dato scaligero assume particolare rilevanza perché associa il numero più alto di segnalazioni alla presenza di 14 incidenti mortali e a un indice di rischio superiore alla media nazionale.
Oltre 31 vittime erano lavoratori stranieri
Un altro elemento evidenziato dal rapporto riguarda la provenienza dei lavoratori coinvolti negli incidenti.
Dei 87 decessi registrati in Veneto, 31 hanno riguardato lavoratori stranieri, una percentuale superiore al 35% del totale regionale.
Anche sul fronte degli infortuni non mortali emerge una componente significativa di lavoratori nati all’estero. Le denunce presentate da questa categoria sono state complessivamente 14.771, di cui 12.282 relative a incidenti verificatisi durante l’attività lavorativa.
Per quanto riguarda la distribuzione per genere, le donne hanno presentato 18.047 denunce, con 14.098 casi avvenuti durante il lavoro. Tra gli uomini, invece, le segnalazioni complessive sono state 35.826, di cui 31.172 relative ad attività lavorative.
Manifattura e costruzioni tra i settori più esposti
L’ultimo aspetto analizzato riguarda i comparti produttivi maggiormente interessati dagli infortuni.
Le attività manifatturiere occupano il primo posto, con 9.657 denunce di infortunio avvenute durante il lavoro nei primi nove mesi del 2026.
Al secondo posto si colloca il settore delle costruzioni, con 3.396 segnalazioni. Seguono il commercio, che registra 3.062 denunce, il trasporto e magazzinaggio con 2.657 e il comparto sanitario con 2.602 casi.
I numeri dell’Osservatorio Vega restituiscono quindi un quadro articolato della sicurezza lavorativa in Veneto. A fronte di un numero di vittime invariato rispetto all’anno precedente, crescono gli infortuni denunciati e rimangono sopra la media nazionale gli indicatori di mortalità .
Per Verona, in particolare, il dato delle 10.878 denunce e dei 14 decessi conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione degli incidenti e sulla tutela della salute dei lavoratori.
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