La sicurezza stradale resta un tema centrale a Verona, dove gli ultimi dati evidenziano un quadro con luci e ombre. Se da una parte il numero complessivo degli incidenti mostra una situazione ancora sotto controllo rispetto al passato, dall’altra crescono alcune categorie particolarmente vulnerabili, in particolare gli utenti di e-bike e motocicli.
A richiamare l’attenzione degli esperti sono soprattutto le biciclette elettriche modificate, capaci in alcuni casi di superare abbondantemente il limite previsto dalla normativa. Le e-bike trasformate per raggiungere velocità superiori ai 25 chilometri orari rappresentano un fattore di rischio crescente, sia per chi le utilizza sia per gli altri utenti della strada.
Secondo Andrea Scamperle, presidente di Verona Strada Sicura, a livello nazionale si registra un aumento degli incidenti che coinvolgono diversi tipi di mobilità su due ruote. In particolare, vengono segnalati incrementi per le biciclette utilizzate per attività sportive, per le e-bike e per i monopattini elettrici. Per quanto riguarda invece il territorio provinciale, il fenomeno più evidente riguarda l’aumento dei sinistri con motocicli.
Tra le situazioni più frequenti ci sono anche le fuoriuscite autonome, episodi nei quali il conducente perde il controllo senza il coinvolgimento diretto di altri mezzi. Chi viaggia in moto deve adottare una guida particolarmente prudente, considerando che spesso può non essere percepito dagli automobilisti.
Gli esperti consigliano quindi una maggiore attenzione preventiva: osservare continuamente i comportamenti degli altri utenti, prevedere possibili manovre improvvise e mantenere un atteggiamento difensivo. Anche l’utilizzo delle protezioni viene indicato come elemento fondamentale. Oltre al casco, oggi sono disponibili dispositivi come giubbotti con airbag, più leggeri e adatti anche alla stagione calda, in grado di ridurre le conseguenze degli impatti.
Un tema discusso riguarda anche la presenza o meno dei guard rail lungo alcune strade. Secondo Scamperle, l’installazione delle barriere non sempre produce gli effetti sperati: in alcuni casi potrebbe generare una maggiore percezione di sicurezza e portare alcuni motociclisti ad aumentare la velocità.
I numeri degli incidenti a Verona
Analizzando il periodo compreso tra gennaio e settembre 2025 e lo stesso arco temporale dell’anno successivo, emerge un aumento degli episodi complessivi. Nel primo periodo considerato erano stati registrati 1.144 incidenti, con un decesso, 21 persone in prognosi riservata, 804 casi con feriti e 318 senza conseguenze fisiche.
Nello stesso periodo dell’anno seguente gli incidenti sono saliti a 1.170, con quattro vittime, 15 persone ricoverate in condizioni gravi, 837 sinistri con feriti e 315 senza feriti.
I dati della Polizia locale permettono inoltre di analizzare il coinvolgimento degli utenti più esposti. Sono stati rilevati 95 incidenti con pedoni, con due persone decedute e 95 ferite. I ciclisti coinvolti sono stati 131, con un morto e 111 feriti.
Per quanto riguarda i mezzi elettrici, sono stati registrati 59 incidenti con monopattini elettrici e 34 con biciclette elettriche, queste ultime con 31 persone ferite. I ciclomotori sono stati coinvolti in 39 episodi, mentre gli incidenti con motociclista senza passeggero sono arrivati a 300, con una vittima e 252 feriti.
Il comandante della Polizia locale veronese Luigi Altamura sottolinea come alcuni dati mostrino segnali positivi. Gli incidenti con pedoni risultano in diminuzione, mentre quelli con biciclette elettriche sono aumentati di dieci unità rispetto al periodo precedente. Secondo Altamura, una parte del problema riguarda proprio i mezzi modificati che, in caso di controllo, possono essere sequestrati.
Il comandante ricorda anche il percorso compiuto negli ultimi anni sul fronte della prevenzione. Nel 2006, primo anno del suo incarico, sulle strade cittadine si erano verificati 2.319 incidenti con 23 vittime. Da allora sono state avviate campagne di sensibilizzazione nelle scuole e intensificati i controlli.
La velocità, l’uso del telefono alla guida e il consumo di alcol restano tra i principali fattori di rischio. Secondo Altamura, il cambiamento passa soprattutto da una maggiore consapevolezza culturale degli automobilisti e dei motociclisti.
Anche i controlli hanno un ruolo importante. Il comandante evidenzia come l’inasprimento delle sanzioni abbia contribuito a ridurre alcuni comportamenti pericolosi, anche se sarebbe necessario aumentare la presenza degli agenti sulle strade. In questo contesto vengono analizzate le zone più critiche della città per individuare possibili interventi.
Gli incidenti stradali hanno inoltre un forte impatto economico e sociale. Secondo le stime dell’Istat, il costo sociale di una persona deceduta in un incidente è di circa 1,8 milioni di euro, mentre quello relativo a un ferito grave è stimato in circa 437 mila euro. Queste cifre considerano diversi elementi, tra cui età, condizioni lavorative e conseguenze sulla famiglia.
Oltre agli aspetti economici rimangono però soprattutto le conseguenze umane: le vittime, le invalidità permanenti e le difficoltà delle famiglie coinvolte rappresentano il peso più difficile da misurare della sicurezza stradale.
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