Nel territorio veronese gli studenti con cittadinanza non italiana rappresentano circa il 17% della popolazione scolastica complessiva, un dato che riporta al centro del dibattito il tema dell’inclusione, della gestione delle classi multiculturali e del sostegno necessario alle scuole maggiormente coinvolte.
La discussione è tornata d’attualità dopo le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara, intervenuto al Meeting di Rimini. Il ministro aveva evidenziato il rischio legato alle classi in cui molti studenti possiedono una conoscenza limitata della lingua italiana e non hanno ancora piena familiarità con i valori della società di riferimento. Secondo Valditara, situazioni di questo tipo potrebbero creare difficoltà nel percorso di integrazione e favorire fenomeni di marginalizzazione sociale.
Le parole del ministro hanno suscitato la reazione di alcuni esponenti del mondo scolastico veronese, secondo cui la presenza di numerosi alunni con difficoltà linguistiche non può essere considerata l’unico elemento capace di spiegare le criticità del sistema educativo. Il fenomeno della concentrazione degli studenti stranieri richiede infatti un’analisi più ampia, che tenga conto dei contesti sociali, familiari e territoriali.
La presenza degli alunni stranieri nelle scuole veronesi
A fornire un quadro dettagliato della situazione è il dossier elaborato dal Cestim, realtà impegnata nello studio delle migrazioni e nell’inclusione sociale. L’indagine ha preso in esame 791 scuole della provincia di Verona, analizzando la distribuzione degli studenti con background migratorio.
I dati mostrano una realtà diversificata: 29 istituti, pari al 3,7% del totale, non registrano alcun alunno con nazionalità non italiana. Quasi la metà delle scuole, precisamente il 48,8%, presenta invece una presenza contenuta di studenti stranieri, compresa tra lo 0% e il 15%.
Un ulteriore 32,6% degli istituti si colloca nella fascia tra il 15% e il 30%, mentre 48 plessi, equivalenti al 6,1%, registrano una percentuale compresa tra il 30% e il 40%.
Il dato più rilevante riguarda però le scuole con una maggiore concentrazione: 70 istituti veronesi, pari all’8,8% del totale, hanno una presenza di alunni con cittadinanza non italiana superiore o uguale al 40%.
I numeri fanno riferimento al 2023 e rappresentano l’ultimo quadro disponibile. Secondo Matteo Danese, direttore del Cestim, la questione non può essere valutata soltanto attraverso una percentuale. È necessario distinguere, ad esempio, tra studenti arrivati recentemente in Italia e ragazzi di seconda generazione, perché i bisogni educativi possono essere molto differenti.
Le scuole con un’elevata presenza di studenti stranieri affrontano comunque un impegno aggiuntivo e necessitano di risorse specifiche per garantire pari opportunità di apprendimento.
L’italiano come strumento fondamentale per l’inclusione
Uno degli aspetti centrali del percorso di integrazione scolastica riguarda la conoscenza della lingua italiana. La competenza linguistica rappresenta infatti il primo requisito per partecipare alla vita della classe, comprendere le lezioni e costruire relazioni con compagni e insegnanti.
Nel Veronese sono già attive numerose iniziative dedicate agli studenti con difficoltà linguistiche. Nel corso dell’ultimo anno scolastico il Cestim ha organizzato 150 laboratori di italiano rivolti a oltre 1.500 alunni, accompagnati da 60 gruppi di doposcuola destinati a più di 500 studenti per il supporto nello studio delle diverse materie.
Secondo gli operatori del settore, però, non basta imparare la lingua della comunicazione quotidiana. La difficoltà maggiore riguarda spesso la cosiddetta lingua dello studio, necessaria per affrontare testi complessi, verifiche e percorsi scolastici più avanzati.
«L’inclusione si misura sul numero di ragazzi arrivati in Italia che riescono a raggiungere il diploma», sottolinea Piergiorgio Sartori, presidente provinciale di Dirigentiscuola e referente della Rete TanteTinte, realtà che affianca gli istituti nell’accoglienza degli studenti neo arrivati.
Servono interventi strutturali nelle scuole
Ogni anno le scuole accolgono nuovi studenti provenienti da altri Paesi, spesso anche durante l’anno scolastico già iniziato. Per questo motivo, secondo Sartori, è necessario un sistema organizzato che vada oltre l’impegno dei singoli insegnanti.
La Rete TanteTinte supporta gli istituti attraverso formazione dei docenti, consulenza, orientamento e strumenti condivisi per affrontare le esigenze linguistiche degli studenti stranieri. Il coordinamento tra scuole diventa fondamentale per evitare squilibri nella distribuzione degli alunni e garantire un’accoglienza efficace.
Tra gli interventi riconosciuti positivamente dagli operatori c’è anche l’introduzione dei docenti di italiano L2 nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. La sfida futura sarà rendere queste misure permanenti e non più legate esclusivamente a progetti temporanei.
Per il sistema scolastico veronese il tema dell’inclusione non riguarda quindi soltanto la presenza degli studenti stranieri, ma soprattutto la capacità di accompagnarli verso un percorso completo di formazione e conseguimento del diploma.
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