La discussione avvenuta nel pomeriggio di Ferragosto in una gelateria del centro di San Giovanni Lupatoto potrebbe trasformarsi in un procedimento giudiziario. Al centro della vicenda ci sono Pier Paolo Spinazzè, conosciuto come “Cibo”, artista impegnato nella realizzazione di murales contro i simboli nazisti, ed Enrico Ciriaci, 36 anni, saldatore, dj ed ex arbitro di calcio.
L’episodio ha attirato l’attenzione pubblica dopo il racconto diffuso da Spinazzè sui social e le successive dichiarazioni delle persone coinvolte. Le due versioni della vicenda risultano però profondamente diverse, soprattutto riguardo alle motivazioni e alle modalità dello scontro.
La denuncia di Spinazzè: “Sono stato aggredito per motivi politici”
Secondo il racconto dell’artista, la situazione sarebbe degenerata mentre si trovava nella gelateria insieme alla moglie, al figlio di tre anni e a un’altra famiglia.
Spinazzè sostiene che una persona a lui sconosciuta si sarebbe avvicinata iniziando a strattonarlo e tentando di trascinarlo verso un’area verde vicina al locale.
L’artista afferma di aver cercato di opporsi, ma di non essere riuscito a reagire con forza anche a causa della sclerosi multipla di cui è affetto.
L’intervento dei Carabinieri, chiamati dalla moglie, avrebbe impedito che il confronto potesse avere conseguenze più gravi.
Secondo Spinazzè, il presunto motivo dell’aggressione sarebbe emerso successivamente. L’uomo coinvolto avrebbe indossato una maglietta e un cappellino con il simbolo dell’Hellas Army, gruppo legato alla curva sud del Verona.
L’artista interpreta l’episodio come collegato alla propria attività contro i simboli dell’estrema destra, ricordando anche le tensioni e le minacce ricevute in passato per i suoi murales.
La versione di Ciriaci: “Volevo soltanto chiarire una discussione”
Enrico Ciriaci contesta però questa ricostruzione e nega qualsiasi motivazione politica dietro il comportamento tenuto quel giorno.
Il 36enne conferma di essere tifoso del Verona e di aver indossato simboli dell’Hellas Army, ma sostiene che la scelta non fosse legata a una posizione politica.
Secondo la sua versione, il confronto sarebbe nato da una precedente discussione avuta con Spinazzè attraverso Instagram. Ciriaci racconta di aver deciso di incontrarlo per chiarire alcune frasi che aveva considerato offensive.
L’uomo ammette di aver afferrato Spinazzè per un braccio e successivamente di averlo sollevato dalla sedia prendendolo sotto le ascelle, ma sostiene di aver agito soltanto con l’intenzione di allontanarlo dal locale, dove erano presenti famiglie e bambini.
Ciriaci respinge quindi l’accusa di un’aggressione violenta e afferma di non essere stato a conoscenza della condizione di salute dell’artista.
Denunce, avvocati e conseguenze sportive
Dopo l’intervento delle forze dell’ordine, Spinazzè, assistito da un legale, ha presentato denuncia contro Ciriaci per lesioni e minacce aggravate.
L’artista si è inoltre recato al Pronto soccorso, dove gli sono stati riconosciuti alcuni giorni di infortunio. Successivamente ha pubblicato online un video in cui racconta l’accaduto, ottenendo ampia diffusione e generando anche reazioni politiche.
Tra gli interventi arrivati dopo la pubblicazione del filmato c’è stata anche la presa di posizione di Luca Perini di Sinistra Italiana, che ha espresso solidarietà all’artista.
Anche Ciriaci ha deciso di affidarsi a un avvocato per tutelare la propria posizione.
La vicenda ha avuto ripercussioni anche sulla sua attività sportiva: il 36enne ha rassegnato le dimissioni da arbitro della sezione Aia di Verona, ruolo che svolgeva principalmente nelle partite del settore giovanile maschile.
Ciriaci ha spiegato di aver lasciato l’incarico dopo una richiesta ricevuta, sottolineando che l’arbitraggio rappresentava per lui una passione oltre che un’attività lavorativa aggiuntiva.
Possibili sviluppi giudiziari
La vicenda potrebbe ora proseguire nelle sedi giudiziarie. Le autorità dovranno valutare le denunce presentate, le testimonianze e gli elementi disponibili per ricostruire con precisione quanto accaduto nella gelateria di San Giovanni Lupatoto.
Nel frattempo, entrambi i protagonisti dichiarano di essere stati vittime della situazione: Spinazzè denuncia un episodio legato a motivazioni politiche, mentre Ciriaci sostiene di aver ricevuto numerose minacce online dopo la diffusione della vicenda.
Il caso resta quindi aperto e potrebbe portare a ulteriori accertamenti nelle prossime settimane.
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