Verona giovane ma non al vertice per istruzione e redditi

La città scaligera mostra una struttura demografica più dinamica rispetto a molti capoluoghi veneti, ma resta indietro su laureati e capacità economica rispetto ad altri territori

giovani al lavoro

Verona si conferma una delle città venete con il profilo demografico più giovane, ma non riesce a raggiungere le posizioni di vertice regionale per livello di istruzione e redditi. È quanto emerge dall’analisi realizzata dall’Agenzia per l’Italia digitale della Presidenza del Consiglio, che ha messo a confronto numerosi indicatori provenienti da 24 fonti istituzionali per fotografare la situazione dei capoluoghi del Veneto.

Il quadro restituisce l’immagine di una città con una buona capacità di mantenere popolazione, un ruolo importante nei flussi migratori e una struttura anagrafica relativamente più equilibrata rispetto ad altri centri regionali. Allo stesso tempo, Verona presenta margini di crescita sul fronte della formazione avanzata e della ricchezza media dei cittadini.

Dal punto di vista demografico, Verona risulta tra le città venete meno segnate dall’invecchiamento. Nel 2025 l’indice di vecchiaia si attestava intorno a 225 anziani con più di 65 anni ogni 100 giovani sotto i 15 anni. Un dato elevato, considerando il progressivo aumento dell’età media della popolazione, ma comunque più contenuto rispetto ad altri capoluoghi.

Padova registrava infatti un indice vicino a 246, Treviso circa 232 e Venezia superava quota 263 anziani ogni cento giovani. Solo Vicenza presentava un quadro leggermente più favorevole, con circa 218 anziani ogni 100 under 15.

L’età media dei residenti veronesi si colloca intorno ai 49,1 anni, confermando una dinamica di invecchiamento più lenta rispetto a gran parte del territorio regionale. Questo elemento rappresenta un vantaggio sul piano sociale e dei servizi, ma indica anche una sfida futura per il mercato del lavoro, chiamato a gestire il progressivo aumento delle uscite dalla popolazione attiva.

Verona mantiene inoltre una posizione di rilievo per numero di abitanti e capacità di attrarre residenti. Nel 2025 il Comune contava 255.393 abitanti, superando Venezia-Mestre, ferma poco sopra quota 251 mila, e Padova, con circa 213 mila residenti. Negli ultimi trent’anni, inoltre, la città scaligera è risultata quella che ha perso meno popolazione tra i principali centri veneti.

Uno dei fattori che ha contribuito a contenere il calo demografico è rappresentato dall’immigrazione. Al primo gennaio 2025 gli stranieri residenti a Verona erano 36.837, pari al 14,4% della popolazione complessiva. La percentuale non è la più alta della regione: Padova raggiunge circa il 16,4%, mentre Vicenza si attesta al 15,6%.

L’arrivo di nuovi residenti stranieri ha però soltanto rallentato, senza fermare, il calo delle nascite. La denatalità resta infatti una delle principali trasformazioni demografiche in corso. Nel 2025 il tasso di natalità veronese era di circa 6,4 nati ogni mille abitanti, mentre vent’anni prima raggiungeva quota 9,4.

Numeri simili riguardano altri capoluoghi veneti: Padova si fermava a circa 6,3 nati ogni mille abitanti, Treviso a 6,2 e Venezia a 5,7. La questione centrale per il futuro non riguarda quindi soltanto il numero degli abitanti, ma soprattutto la composizione della popolazione nei prossimi decenni.

Sul fronte dell’istruzione Verona non raggiunge invece i risultati dei territori più forti della regione, in particolare Padova. La presenza dell’Università patavina garantisce al capoluogo un ruolo centrale nella formazione superiore e favorisce una maggiore concentrazione di laureati e professioni ad alta qualificazione.

A livello generale, in Italia il 31,6% dei giovani tra i 25 e i 34 anni possiede un titolo universitario o terziario, contro una media europea del 44,1%. Il Veneto si colloca intorno al 36%, mentre Verona arriva al 37%, con un dato in crescita ma ancora distante dai territori più competitivi.

Un tema collegato riguarda la capacità di trattenere i giovani formati. Negli ultimi anni migliaia di laureati veneti hanno scelto di trasferirsi all’estero, tra cui circa 2.500 giovani provenienti dalla provincia di Verona nel periodo 2019-2024.

Dal punto di vista economico, Verona presenta comunque una situazione positiva. Il reddito medio dichiarato dai contribuenti veronesi si aggira intorno ai 28.393 euro, un valore superiore a molti capoluoghi veneti ma inferiore rispetto a Padova, che raggiunge circa 30.877 euro. Vicenza si attesta invece a 27.824 euro, mentre Rovigo chiude la graduatoria con circa 24 mila euro.

Il ritratto complessivo descrive quindi una Verona solida dal punto di vista demografico e con una buona capacità attrattiva, ma chiamata a rafforzare il proprio capitale umano e la capacità di generare opportunità qualificate per competere con i principali poli regionali.

Redazione

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