Verona guarda ai prossimi vent’anni con il nuovo piano urbanistico

Conclusa la redazione del Piano di assetto del territorio: ora partiranno le verifiche tecniche prima dell’esame in Consiglio comunale. Al centro rigenerazione urbana, mobilità sostenibile, casa e stop al consumo di suolo.

Damiano Tommasi

Verona si prepara a ridefinire il proprio sviluppo urbanistico con il nuovo Piano di assetto del territorio (Pat), lo strumento destinato a orientare le principali trasformazioni della città nel corso dei prossimi vent’anni. Dopo più di tre anni di lavoro e confronto politico e amministrativo, il Comune ha completato la redazione degli elaborati necessari per avviare la fase successiva dell’iter.

L’annuncio è arrivato venerdì 7 agosto dal sindaco Damiano Tommasi, che ha illustrato il percorso dopo aver condiviso l’avanzamento del piano con la giunta. Prima dell’approdo in Consiglio comunale saranno tuttavia necessari diversi passaggi tecnici e amministrativi, compresa l’acquisizione dei pareri degli enti competenti.

Una città da rigenerare senza nuova espansione

Il nuovo Pat nasce con l’obiettivo di modificare l’impostazione con cui Verona ha affrontato in passato la crescita urbana. La direzione indicata dall’amministrazione è quella di puntare sulla trasformazione e sul recupero del patrimonio già esistente, limitando il consumo di nuovo territorio.

La strategia comprende il recupero delle aree dismesse, la rigenerazione urbana e il rafforzamento della cosiddetta città pubblica. A questi elementi si affiancano le politiche abitative, la transizione ecologica, lo sviluppo del trasporto pubblico e della mobilità ciclabile.

Secondo Tommasi, il documento rappresenta soprattutto una scelta strategica sul futuro della città. Il sindaco ha infatti definito il Pat come lo strumento attraverso il quale mettere a sistema una precisa idea di sviluppo, orientata a una Verona capace di rigenerarsi invece di continuare a espandersi.

L’amministrazione considera questo cambio di impostazione non più rinviabile e individua nella valorizzazione del patrimonio urbano esistente uno dei principali motori della trasformazione dei prossimi anni.

Verona sud e Zai tra le aree strategiche

Una parte rilevante della visione delineata dal nuovo piano riguarda alcune delle zone destinate a giocare un ruolo importante nella trasformazione urbana. In particolare, Verona sud e la Zai vengono indicate come ambiti nei quali favorire processi di innovazione e riqualificazione.

L’obiettivo è superare progressivamente una concezione dello sviluppo legata alla sola espansione edilizia, favorendo invece nuove funzioni, servizi e opportunità all’interno delle aree già urbanizzate.

Nella strategia complessiva trovano spazio anche la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, insieme a una maggiore integrazione tra ambiente, abitare, servizi e sistemi di mobilità.

La mobilità tra gli assi principali del piano

Tra i temi destinati ad avere un peso significativo nel nuovo assetto territoriale c’è la mobilità. Il Comune intende inserirla all’interno di una strategia più ampia, evitando che la pianificazione venga ridotta alla sola realizzazione di nuove infrastrutture stradali.

L’amministrazione punta infatti a combinare differenti soluzioni e a verificarne nel tempo gli effetti. L’approccio indicato da Tommasi prevede di introdurre una soluzione, valutarne i risultati e intervenire successivamente qualora gli obiettivi non vengano raggiunti.

Nel quadro delineato dal Pat rientrano quindi il potenziamento del trasporto pubblico e della mobilità ciclabile, elementi considerati funzionali a una trasformazione complessiva del sistema urbano.

Un percorso politico durato oltre tre anni

La costruzione del piano non è stata priva di momenti di confronto all’interno dell’amministrazione e della maggioranza che sostiene la giunta. Tommasi ha riconosciuto la complessità del percorso, sottolineando però come proprio il confronto abbia consentito di arrivare a una soluzione condivisa.

Il sindaco ha attribuito un ruolo importante agli uffici comunali e alla vicesindaca con delega all’Urbanistica, Barbara Bissoli, che ha seguito il dossier fin dall’inizio del mandato.

Secondo Tommasi, la ricerca di un equilibrio tra posizioni differenti rappresenta anche un esercizio politico necessario per individuare una soluzione nell’interesse generale. Il passaggio successivo, con l’esame del documento, sarà quindi anche un banco di prova per la capacità della maggioranza di mantenere una posizione comune.

La maggioranza di Palazzo Barbieri, composta attualmente da numerosi gruppi consiliari, sarà chiamata a confrontarsi sui contenuti del piano nella fase che precederà l’adozione.

Le verifiche prima del Consiglio comunale

La conclusione della redazione non coincide ancora con l’adozione del Pat. Il documento dovrà infatti superare una serie di verifiche specialistiche e ottenere i pareri previsti dall’iter amministrativo.

Tra i passaggi indicati figurano la verifica geologico-sismica, la valutazione di compatibilità idraulica affidata al Genio civile di Verona e la procedura di verifica di assoggettabilità alla Valutazione ambientale strategica (Vas).

Saranno inoltre acquisiti i pareri delle circoscrizioni e delle diverse direzioni comunali interessate. Soltanto una volta completato questo insieme di adempimenti il piano potrà essere sottoposto al Consiglio comunale per l’adozione.

Il Pat rappresenta dunque il quadro attraverso cui l’amministrazione intende accompagnare Verona verso una nuova fase di trasformazione. Rigenerazione delle aree esistenti, riduzione del consumo di suolo, sostenibilità, casa, mobilità e innovazione sono gli elementi destinati a caratterizzare la strategia urbanistica dei prossimi vent’anni.

Redazione

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