Omicidio di Verona, Andrea Rizzardi Recchia resta in carcere dopo la convalida dell’arresto

La giudice ha confermato la custodia cautelare per il 52enne accusato di aver ucciso la madre 89enne. Proseguono le indagini per chiarire la dinamica dei fatti e il movente.

Montorio

Andrea Rizzardi Recchia rimarrà detenuto nel carcere di Montorio. La decisione è stata presa dalla giudice per le indagini preliminari di Verona, Carola Musio, che nella giornata del 3 agosto ha convalidato l’arresto del 52enne, accusato di omicidio volontario nei confronti della madre, Grazia Rizzardi, di 89 anni.

Il provvedimento è arrivato al termine dell’udienza di convalida, durante la quale è stata confermata la misura della custodia cautelare in carcere, mentre gli investigatori continuano gli accertamenti per ricostruire con precisione ogni fase della vicenda.

Il delitto è avvenuto all’interno dell’abitazione di famiglia situata in via Umberto Boccioni, nel quartiere veronese di Borgo Venezia, dove madre e figlio vivevano da circa due anni. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, l’anziana sarebbe stata raggiunta da due coltellate che le hanno provocato ferite mortali. Dopo l’accaduto, gli agenti della polizia hanno fermato il figlio, ritenuto il presunto responsabile dell’omicidio.

Nel corso delle prime attività investigative, Andrea Rizzardi Recchia avrebbe fornito alcune ammissioni agli inquirenti. Il movente resta tuttavia ancora oggetto di approfondimento, anche se l’uomo avrebbe riferito di aver agito durante l’assistenza prestata alla madre, sostenendo di essere stato sopraffatto dalla sofferenza nel vederla affrontare le gravi conseguenze della malattia.

L’89enne, infatti, era affetta da Alzheimer e presentava importanti difficoltà motorie, condizioni che richiedevano un’assistenza continua. Saranno comunque gli sviluppi dell’inchiesta a chiarire se tali circostanze abbiano avuto un ruolo nella tragedia.

Parallelamente proseguono gli accertamenti tecnici disposti dall’autorità giudiziaria. L’autopsia sul corpo della vittima dovrà fornire elementi fondamentali per ricostruire l’esatta dinamica dell’omicidio, stabilendo con precisione il numero dei fendenti inferti e le cause del decesso, avvenuto in tempi molto rapidi secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori.

Andrea Rizzardi Recchia era conosciuto anche per la sua attività artistica. Laureato in architettura e successivamente cancellato dall’albo professionale, aveva sviluppato negli anni un percorso come pittore, ottenendo apprezzamenti da parte di esponenti del mondo dell’arte, tra cui il critico Vittorio Sgarbi, che aveva espresso valutazioni positive su alcune sue opere esposte in diverse occasioni.

Le testimonianze raccolte nel quartiere descrivono il 52enne come una persona riservata e dai modi gentili. Diversi vicini hanno raccontato di averlo visto dedicarsi con costanza alla cura della madre, senza aver mai notato particolari tensioni o litigi all’interno della famiglia. Alcuni residenti hanno inoltre ricordato di aver ricevuto in regalo alcuni dei suoi dipinti, segno del rapporto cordiale che l’uomo intratteneva con il vicinato.

L’inchiesta, tuttavia, non si limiterà alla ricostruzione materiale dei fatti. Gli investigatori stanno valutando anche gli aspetti legati alle condizioni personali e cliniche dell’indagato. Secondo quanto emerso, il 52enne sarebbe stato già seguito per alcune fragilità e disturbi, circostanza che potrebbe essere oggetto di ulteriori verifiche nel corso del procedimento.

Le prossime settimane saranno decisive per l’acquisizione dei risultati degli esami medico-legali e per gli ulteriori approfondimenti investigativi, necessari a definire il quadro completo della vicenda e le eventuali responsabilità penali dell’uomo, nel rispetto della presunzione di innocenza prevista dalla legge fino a eventuale sentenza definitiva.

Redazione

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