L’Area Riabilitativa dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar amplia la propria dotazione tecnologica con un innovativo neuromodulatore spinale transcutaneo, dispositivo progettato per supportare il recupero funzionale dei pazienti affetti da tetraparesi conseguente a lesioni incomplete del midollo spinale cervicale. La tecnologia, disponibile solo in altri due centri italiani, rappresenta un ulteriore passo avanti nel campo della riabilitazione neurologica.
Il sistema è completamente non invasivo e non richiede alcun intervento chirurgico. A differenza dei neuromodulatori impiantabili, già utilizzati in diversi percorsi riabilitativi, il nuovo dispositivo viene applicato esternamente attraverso un cerotto posizionato nella regione cervicale. Al suo interno sono presenti sedici elettrodi collegati a un generatore portatile, capace di inviare impulsi elettrici ai circuiti nervosi interessati dalla stimolazione.
L’obiettivo della tecnologia è quello di rendere più efficace il percorso riabilitativo tradizionale, favorendo la trasmissione degli impulsi tra il cervello, il midollo spinale e gli arti superiori. La stimolazione viene infatti associata alle sedute di fisioterapia, alle terapie occupazionali e ai trattamenti robotici già impiegati nei programmi di recupero.
A coordinare il progetto è Elena Rossato, direttore del Servizio di Medicina Fisica e Riabilitazione e responsabile dell’Area Riabilitativa dell’IRCCS di Negrar. Secondo la specialista, il dispositivo è destinato ai pazienti con lesioni incomplete del midollo spinale cervicale, cioè persone che presentano una compromissione motoria di tutti e quattro gli arti ma conservano possibilità di recupero della funzionalità di mani e braccia.
La neuromodulazione agisce stimolando specifiche fibre nervose della colonna vertebrale, aumentando la capacità dei circuiti spinali di rispondere ai segnali provenienti dal cervello. Diversi studi scientifici indicano inoltre che una stimolazione ripetuta può favorire i processi di neuroplasticità, ovvero la capacità del sistema nervoso di riorganizzarsi dopo una lesione.
L’impiego del dispositivo non sostituisce il lavoro riabilitativo, ma lo potenzia. Il coinvolgimento attivo del paziente rimane fondamentale durante gli esercizi, che vengono svolti in una fase di maggiore recettività del sistema nervoso grazie alla stimolazione elettrica.
L’esperienza maturata con i primi pazienti ricoverati a Negrar ha già evidenziato risultati incoraggianti. Tra i benefici segnalati figurano una riduzione del dolore, un miglioramento della spasticità e una maggiore fluidità nei movimenti già dopo le prime sedute. I pazienti hanno inoltre mostrato una migliore capacità di eseguire i gesti quotidiani, in particolare quelli che richiedono la presa della mano, una delle funzioni più difficili da recuperare dopo una lesione midollare.
Gli specialisti precisano che durata e intensità dei benefici possono variare in base alle condizioni cliniche di ciascun paziente. Tuttavia, la possibilità di favorire i meccanismi di adattamento del sistema nervoso lascia intravedere prospettive positive anche sul mantenimento dei risultati nel tempo.
Parallelamente all’attività clinica, l’IRCCS di Negrar parteciperà a uno studio multicentrico nazionale insieme ad alcune delle principali strutture riabilitative italiane. La ricerca valuterà l’efficacia della stimolazione spinale transcutanea associata ai trattamenti tradizionali, con particolare attenzione al recupero della funzionalità della spalla, uno dei primi distretti corporei che tende a migliorare nei pazienti con lesioni midollari incomplete.
Secondo la dottoressa Rossato, questa tecnologia rappresenta una delle innovazioni che stanno trasformando la riabilitazione neurologica. Se in passato il recupero si basava quasi esclusivamente sulla fisioterapia, negli ultimi anni robotica e neuromodulazione hanno ampliato gli strumenti a disposizione degli specialisti, creando condizioni più favorevoli affinché il sistema nervoso recuperi le proprie funzioni.
L’Area Riabilitativa dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria è riconosciuta come uno dei principali centri italiani per la riabilitazione neurologica e comprende anche un’Unità Spinale diretta da Giuseppe Armani. Ogni anno la struttura accoglie circa 40 pazienti con lesioni del midollo spinale, molti dei quali provengono dall’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona nell’ambito della collaborazione attiva tra le due realtà sanitarie dal 2009.
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