L’ondata di maltempo che ha attraversato il territorio veronese nella notte tra il 18 e il 19 luglio ha lasciato conseguenze pesanti sul comparto agricolo. Violente raffiche di vento, grandinate e forti precipitazioni hanno provocato danni significativi alle coltivazioni e alle strutture aziendali, con le situazioni più critiche concentrate nella zona della bassa provincia.
Le aree maggiormente interessate sono quelle comprese tra Legnago, Cerea, Minerbe, Bevilacqua, Boschi Sant’Anna, Sanguinetto, Casaleone e Villa Bartolomea. Il fenomeno atmosferico ha coinvolto gran parte del Veronese, mentre risultano meno colpite la Valpolicella e la zona del lago di Garda.
Le prime stime raccolte da Cia – Agricoltori Italiani Verona evidenziano un quadro particolarmente difficile per il settore orticolo. Circa 40 ettari di tunnel freddi, utilizzati per proteggere le colture, sono stati completamente distrutti o riportano danni rilevanti. Le strutture danneggiate hanno compromesso le produzioni presenti al loro interno.
Il vento ha inoltre causato problemi a numerosi appezzamenti coltivati a melone e zucca. In circa 120 ettari le raffiche hanno provocato la perdita della copertura fogliare delle piante, lasciando i frutti maggiormente esposti ai raggi solari e aumentando il rischio di deterioramento e perdita di qualità commerciale.
Il bilancio è stato aggravato dalle grandinate locali, con chicchi anche delle dimensioni di una noce, che hanno colpito colture già provate dagli eventi meteorologici delle settimane precedenti.
Tra le produzioni più danneggiate figura anche il tabacco Bright, una coltura particolarmente rappresentativa della bassa veronese. In molti campi le piante sono state piegate dalle raffiche e potranno essere recuperate solo attraverso interventi manuali di riallineamento.
Danni vengono segnalati anche per il mais, con fenomeni di allettamento che interessano circa il 15 per cento delle superfici coltivate, oltre a numerosi alberi abbattuti e frutta prossima alla raccolta caduta a terra.
Anche Confagricoltura Verona ha confermato la gravità della situazione, evidenziando perdite che in alcune aziende arrivano fino al 50 per cento. Le difficoltà riguardano diversi comparti produttivi, tra cui uva, frutta, mais, riso e soia, oltre alle strutture agricole colpite da scoperchiamenti, allagamenti e interruzioni dell’energia elettrica.
Secondo l’associazione, il settore frutticolo ha subito danni rilevanti a pere, mele, kiwi, pesche e vigneti, mentre nelle coltivazioni orticole risultano particolarmente colpite zucchine, zucche e pomodori. Nel basso veronese le stime indicano perdite tra il 20 e il 50 per cento per mais, soia e riso, soprattutto nelle colture di secondo raccolto.
Tra gli episodi più significativi viene segnalata anche una tromba d’aria che ha interessato un’azienda agricola a Corte Fornaci, nel territorio di Villafranca. Il fenomeno ha provocato il danneggiamento dei tetti dei magazzini, l’allagamento dei locali e lo sradicamento di diversi alberi.
Le organizzazioni agricole chiedono ora interventi straordinari per sostenere le imprese colpite e garantire risorse utili al ripristino delle strutture e alla ripresa delle attività produttive.
Oltre ai danni provocati dal maltempo, gli agricoltori devono infatti affrontare anche una situazione economica complessa, caratterizzata da costi elevati e prezzi di vendita ridotti. Cia Verona ha evidenziato come alcune produzioni abbiano registrato valori all’origine insufficienti a coprire le spese sostenute dalle aziende.
Il presidente di Cia Agricoltori Italiani Verona, Mirko Sella, ha sottolineato la necessità di rivedere gli strumenti di sostegno al settore, chiedendo procedure più rapide ed efficaci per affrontare gli effetti di eventi climatici sempre più frequenti.
Anche Confagricoltura Verona ha sollecitato il riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento e l’attivazione di misure in grado di garantire liquidità alle imprese agricole.
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