Comune di Verona e Università degli Studi di Verona uniscono le forze per costruire un sistema sempre più strutturato di giustizia riparativa, attraverso attività di ricerca, formazione e diffusione di buone pratiche dedicate alla gestione dei conflitti e alla ricostruzione delle relazioni sociali.
L’accordo di collaborazione sottoscritto tra il Centro per la Giustizia Riparativa del Comune di Verona e il Centro Interdipartimentale Neg2Med dell’Università di Verona rappresenta un nuovo passo nel percorso avviato dall’amministrazione comunale per sviluppare una rete integrata di interventi sul territorio.
Un percorso condiviso per rafforzare la cultura della giustizia riparativa
L’intesa nasce con l’obiettivo di promuovere un modello basato sul dialogo, sulla responsabilizzazione e sulla possibilità di ricomporre le fratture generate dai conflitti.
La collaborazione punta a creare strumenti innovativi per affrontare le situazioni di conflitto, favorendo il confronto tra persone coinvolte e valorizzando il ruolo delle vittime nei percorsi di riparazione.
L’accordo con l’Università si inserisce in una rete più ampia di protocolli e collaborazioni già attivati dal Comune di Verona con le principali istituzioni cittadine. Il progetto mira a migliorare il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti e a garantire risposte più efficaci ai bisogni della comunità.
La giustizia riparativa rappresenta infatti un approccio complementare rispetto ai tradizionali percorsi giudiziari, con l’obiettivo di favorire il recupero delle relazioni e la costruzione di una maggiore consapevolezza rispetto alle conseguenze dei conflitti.
Formazione dei mediatori al centro del progetto
Tra le iniziative più rilevanti previste nell’ambito della collaborazione figura l’attivazione di un Master universitario dedicato alla formazione dei mediatori esperti in giustizia riparativa.
Il percorso formativo nasce per preparare professionisti qualificati chiamati a operare nei programmi previsti dalla Riforma Cartabia, che ha introdotto un ruolo più definito per gli strumenti di giustizia riparativa nell’ambito del sistema penale italiano.
La formazione dei mediatori rappresenta uno degli elementi fondamentali per garantire qualità e competenza nei percorsi di incontro tra le parti coinvolte nei conflitti.
Attraverso il Master e le attività collegate, Comune e Università puntano a creare figure professionali capaci di accompagnare processi complessi basati sull’ascolto, sulla comunicazione e sulla ricerca di soluzioni condivise.
Ricerca e buone pratiche per un nuovo modello di mediazione
La collaborazione tra il Centro per la Giustizia Riparativa e il Centro Neg2Med prevede anche lo sviluppo di attività di ricerca scientifica e di diffusione delle migliori pratiche nel campo della mediazione.
L’obiettivo è contribuire alla crescita di modelli innovativi in grado di rispondere alle esigenze del territorio e promuovere una maggiore conoscenza della cultura riparativa.
Secondo l’amministrazione comunale, il coinvolgimento dell’università permette di unire esperienza operativa e approfondimento scientifico, creando un collegamento diretto tra formazione, ricerca e applicazione concreta dei programmi di giustizia riparativa.
Le istituzioni: “Un investimento sulla cultura del dialogo”
L’assessora alla Sicurezza e Legalità del Comune di Verona, Stefania Zivelonghi, ha sottolineato il valore strategico della nuova collaborazione.
“Ai molti fronti di stretta collaborazione tra Comune e Università si aggiunge ora quello della Giustizia Riparativa – ha dichiarato – Fondamentale il ruolo di formazione che l’Università assume: formazione dei mediatori ma soprattutto formazione di una cultura favorevole e di un pensiero di ricerca e approfondimento sul valore di una giustizia che porti alla ricostruzione dei rapporti e all’attenzione alle vittime”.
Anche il direttore del Centro Neg2Med dell’Università di Verona, professor Alberto M. Tedoldi, ha evidenziato l’importanza dell’accordo come strumento per promuovere il dialogo e la ricomposizione delle divisioni sociali.
Secondo Tedoldi, il progetto rappresenta una tappa significativa nel percorso di educazione alla cultura dell’incontro, coerente con la missione del Centro Neg2Med, il cui simbolo richiama proprio l’immagine di un ponte capace di unire ciò che è separato.
Verona punta su responsabilità e ricomposizione dei conflitti
Con questo accordo, Comune di Verona e Università di Verona consolidano una collaborazione che unisce ricerca, alta formazione e servizi rivolti alla cittadinanza.
Il progetto punta a costruire un sistema integrato di giustizia riparativa capace di affrontare le sfide introdotte dalla Riforma Cartabia e di diffondere una nuova cultura fondata sulla responsabilità, sull’ascolto e sulla ricostruzione dei rapporti.
La formazione dei mediatori e lo sviluppo di nuove pratiche di gestione dei conflitti diventano così strumenti centrali per rafforzare il tessuto sociale e offrire alla comunità percorsi alternativi di confronto e soluzione delle controversie.
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