Verona, nuova clinica San Francesco a San Michele Extra: ospedale da 50 milioni in arrivo

Il progetto del Gruppo GHC prevede il trasferimento delle sedi di Pindemonte e corso Venezia in un unico polo sanitario con 77 posti letto e 7 sale operatorie

ospedale

Verona si prepara ad accogliere un nuovo grande polo sanitario privato convenzionato. La storica clinica San Francesco lascerà l’attuale sede del quartiere Pindemonte per trasferirsi a San Michele Extra, dove sorgerà una nuova struttura ospedaliera moderna e integrata. Il progetto, già depositato in Comune, prevede la realizzazione dell’intervento nell’arco di circa tre anni.

La nuova struttura riunirà in un’unica sede le attività oggi distribuite tra via Monte Ortigara e il Centro diagnostico di corso Venezia, con l’obiettivo di creare un polo sanitario unico e funzionale. L’ospedale partirà con gli attuali 77 posti letto e sarà dotato di 7 sale operatorie, area di semi-intensiva, ambulatori specialistici e diagnostica avanzata, oltre a un ampio parcheggio da circa 250 posti auto e un grande parco verde.

L’investimento complessivo supera i 50 milioni di euro ed è promosso dal Gruppo GHC (Garofalo Health Care), realtà quotata in Borsa e tra i principali operatori della sanità privata accreditata in Italia, con 38 strutture attive in diverse regioni. Il gruppo ha acquisito la clinica San Francesco nel 2021, proseguendo un percorso di sviluppo iniziato decenni fa.

La storia della struttura veronese affonda le sue radici nel 1958, quando fu fondata dal professor Federico Perazzini. Negli anni successivi, la crescita è stata guidata dal figlio Piergiuseppe Perazzini, oggi presidente del CdA e figura di riferimento nel settore dell’ortopedia e della traumatologia, in particolare per la chirurgia protesica robotica. La Regione Veneto ha riconosciuto la San Francesco come struttura di riferimento per la chirurgia robotica ortopedica.

La nuova sede sorgerà in un’area strategica di San Michele Extra, oltre la grande rotonda che collega via Unità d’Italia alla tangenziale est, in direzione del casello di Verona Est. L’area individuata, denominata Cercola, ospiterà anche il futuro parcheggio scambiatore della linea rossa della filovia, inserendo così il progetto in un contesto di riqualificazione infrastrutturale più ampio.

Secondo quanto illustrato dalla proprietà, il nuovo ospedale sarà concepito come un’unica struttura in grado di integrare tutte le attività oggi separate. L’obiettivo è garantire un percorso di cura continuo e senza interruzioni, migliorando l’efficienza dei servizi e la qualità dell’assistenza. Le due attuali sedi verranno progressivamente dismesse una volta completato il trasferimento.

Il progetto punta anche su innovazione tecnologica e sostenibilità. Gli spazi saranno progettati secondo criteri moderni, con ambienti ampi, luminosi e orientati al benessere di pazienti e operatori. Particolare attenzione sarà dedicata all’integrazione tra intelligenza artificiale, diagnostica avanzata e sistemi digitali per la gestione dei percorsi clinici.

La filosofia organizzativa dichiarata è quella del modello “patient centered”, già applicato nelle altre strutture del gruppo, che pone il paziente al centro del percorso assistenziale. Previsti anche spazi verdi interni e aree di relax accessibili a pazienti, personale e visitatori, in un’ottica di umanizzazione delle cure.

Sul fronte ambientale, il progetto prevede la realizzazione di una barriera verde perimetrale con alberature ad alta densità, pensata per ridurre l’impatto visivo e acustico delle infrastrutture circostanti, tra cui ferrovia e parcheggio della filovia. L’obiettivo è creare un equilibrio tra funzionalità sanitaria e qualità paesaggistica.

Con questo intervento, Verona si prepara dunque ad accogliere una delle più importanti operazioni di edilizia sanitaria privata degli ultimi anni, destinata a ridisegnare l’offerta ospedaliera della città.

Redazione

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